Pesticidi

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Ambientali

Autore: Diego Cresta Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

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Per approfondire questo argomento:

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Analisi di genotossicità di suoli agricoli in colture biologiche e convenzionali di pomodoro di Diego Cresta

Il termine “pesticida” è un neologismo che deriva dall’inglese pest, che significa peste o flagello. I prodotti che rientrano in questa categoria vengono anche definiti antiparassitari, fitofarmaci o presidi sanitari dalla Legge (DPR) n. 1255 del 1968 (Gazzetta Ufficiale 327, 1968), ma oggi queste definizioni possono essere considerate sinonimo del termine “prodotti fitosanitari”.
Si tratta di sostanze chimiche naturali o di sintesi utilizzate per proteggere le colture, prima e dopo il raccolto, da infestazione di parassiti e malattie delle piante. Sono sostanze a composizione chimica molto diversa, che vanno da estratti di piante come il piretro a sali, oli minerali o composti organici molto sofisticati. La loro persistenza nell’ambiente dipende da diversi fattori tra cui il tipo di suolo, l’umidità, il pH e l’estensione delle colture ed è determinante per stabilire il livello di sicurezza, ossia il tempo che deve intercorrere tra l’ultimo trattamento e la raccolta della specie coltivata. L’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti in agricoltura, i primi applicati per controllare gli insetti, le erbe infestanti e le malattie delle piante, i secondi per migliorare la crescita delle piante e la loro produttività, può causare l’inquinamento del suolo e delle falde, con conseguente contaminazione degli organismi (Dolara, 1997). I pesticidi possono provocare effetti sulla struttura e sulle funzioni degli ecosistemi, inoltre l'eccesso di fertilizzanti minerali favorisce una veloce metabolizzazione della sostanza organica presente nel terreno da parte dei batteri.
Nonostante i potenziali effetti che questi composti agrochimici possono determinare sull'ambiente, una parte di tecnici ed economisti concordano nel riconoscere la loro importanza nella difesa dei raccolti, ritenendo che abbiano un ruolo fondamentale nella difesa del reddito dell'agricoltore e quindi nel contenimento dei prezzi al consumo.
Per contro, altri concordano nel riconoscere che l’uso di grandi quantità di pesticidi non sia sostenibile né dal punto di vista ambientale né da quello della salute pubblica.
Alcuni problemi, come l'incremento dell'inquinamento ambientale, la ricomparsa di alcuni infestanti e danni alla salute umana, infatti, derivano dall'uso eccessivo di prodotti chimici nelle coltivazioni. Questo guida la richiesta sociale di ridurre i pesticidi chimici nell'impiego agricolo (Hawkinis e Cornell, 1999). In molti casi, l’uso di questi trattamenti può anche risultare un controsenso dal un punto di vista economico. Spesso il maggior guadagno ottenuto con colture più rigogliose non copre il costo dei pesticidi stessi. In genere, ci sono alternative più economiche a disposizione.
Il controllo biologico in questo senso si configura come una forma potenzialmente efficace di controllo degli infestanti con pochi svantaggi ambientali. In generale, si può definire controllo biologico qualsiasi pratica che sfrutta l’attività di nemici naturali quali predatori, parassitoidi o patogeni al fine di ridurre o eliminare popolazioni di insetti dannosi. Tutto ciò comprende una larga serie di interventi che vanno dalla semplice conservazione di nemici naturali per mezzo di un razionale uso dei pesticidi fino alla programmata introduzione di entomofagi affinché agiscano come insetticida vivente (Orr et al., 2001). Una prima classificazione dei pesticidi può essere eseguita in base allo spettro d’azione, ovvero al bersaglio che colpiscono.
Un’altra possibile classificazione fa riferimento alle capacità di penetrazione nell’organismo vegetale, per cui si parla di prodotti “di copertura” nei casi in cui il fitofarmaco rimane sulla superficie esterna della pianta; i prodotti che sono invece soggetti ad assorbimento e traslocazione all’interno dei tessuti dell’ospite sono invece definiti “sistemici”.
Per quanto riguarda l’Europa, la Commissione getta le basi di una strategia tematica volta a ridurre gli impatti dei pesticidi sulla salute umana e sull'ambiente e, più in generale, a giungere ad un uso più sostenibile dei pesticidi e ad una riduzione globale, con il difficile coinvolgimento di tutti i Paesi, significativa dei rischi e delle applicazioni, pur garantendo la necessaria protezione delle colture.