I primi programmi di intrattenimento televisivi

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere

Autore: Clelio D'ostuni Contatta »

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La lingua della televisione italiana dalle origini agli anni settanta di Clelio D'ostuni

In tutti i programmi di intrattenimento dei primi anni della televisione italiana più che un intento pedagogico c’era la volontà di fornire al pubblico un prodotto divertente di cultura e grammaticalmente corretto, ma che non si distaccasse dal parlato colloquiale e non si ponesse su nessun piedistallo culturale.

Alla nascita di grandi telequiz, spesso emuli di programmi simili di origine estera, il primo intento era quello di fornire un intrattenimento avvincente ( dato il montepremi in ballo) e di cultura ( visto il livello culturale dei partecipanti e soprattutto delle domande), ma senza mai essere “pomposi” o eccessivamente forbiti: questo anche nei programmi culturali e di alfabetizzazione come Telescuola e Non è mai troppo tardi che presentavano un registro comunque colloquiale, con molti tratti tipici del parlato di uso medio.
Allcuni programmi erano spiccatamente più livellati verso il popolare: Il musichiere o Il carosello forti dei loro slogan o del loro istrionico conduttore. Ma comunque tutti i prodotti della nostra televisione, principalmente di intrattenimento, erano di sicuro esempio di un italiano di uso medio.

Questo comunque contribuì notevolmente a diffondere l’italiano, elevò il livello della lingua degli italiani distaccandosi dal popolare o dialettale senza mai ambire ad uno standard pur cercando di arrivare ad un più corretto e familiare colloquiale.
Infatti dal risultato delle mie ricerche, ho ricavato che solo apparentemente la lingua della televisione prima degli anni ’70 era del tipo cosiddetto standard, perché, in realtà, già vi erano dei tratti fono/morfosintattici e testuali appartenenti all’italiano neostandard e non c’era un vero intento pedagogico di educazione linguistica.

In conclusione, posso affermare che, quella che noi ricordiamo come lingua standard, altro non era che la produzione media di italiani di cultura, che essendo più istruiti rispetto alla maggioranza delle persone spiccavano per preparazione ed erudizione, cosa che nella televisione di oggi manca in assoluto; siamo noi stessi che idealizziamo la vecchia televisione quando la confrontiamo con l’attuale, ma a livello linguistico la lingua della televisione italiana dalle origini agli anni settanta altro non era che un italiano neostandard controllato e colloquiale.