L'impatto del maltrattamento sulla capacità di mentalizzazione

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Sociali

Autore: Elisa Silvestri Contatta »

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5 CAPITOLO 1 La mentalizzazione: aspetti teorici 1.1 Definizione del costrutto La parola mentalizzazione deriva dal lessico anglosassone menta- lization, sostantivo che si collega a Mentalizing cioè mentalizzare, termini introdotti da Fonagy, Target, Gergely, Bateman, Jurist e Allen. Tali espressioni provengono dall’aggettivo mental vale a dire mentale. La teoria della mentalizzazione fu introdotta in psicoanalisi da Peter Fonagy; essa ci permette di interpretare la mente degli altri e di com- prendere i nostri stati mentali. Secondo Fonagy la mentalizzazione ha origine nella relazione di attaccamento. Bateman e Fonagy (2004) definiscono il termine mentalizzare come: « il processo mentale mediante il quale una persona interpreta in modo implicito ed esplicito le azioni proprie e quelle altrui, come signi- ficative rispetto agli stati mentali intenzionali, ad esempio i desideri personali, i bisogni, i sentimenti e le motivazioni»(p.21). Da questa definizione si possono isolare quattro aspetti fonda- mentali che compongono la capacità di mentalizzazione. Il primo si può individuare come fenomeno meta-cognitivo, cioè la capacità di considerare se stessi e gli altri esseri dotati di mente, capa- cità descritta da Meins et al.(1998) con il termine mind-mindedness. Il secondo aspetto riguarda il significato che diamo alle nostre azioni e a quelle degli altri. Attività che può essere sia esplicita, come parlare e pensare degli stati mentali sia implicita, cioè inconsapevolmente. Un esempio di come mentalizziamo in modo implicito è quando parliamo con altre persone perché percepiamo gli stati emotivi o vi reagiamo, an- che senza esserne consapevoli. In qualche modo rispondiamo autono-