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| Questo lavoro è stato realizzato allo scopo di approfondire una parte importante del percorso artistico di Alberto Sordi, all’interno del cinema italiano.
Alberto Sordi è morto il 24 Febbraio 2003 a Roma, la città in cui era nato il 15 Giugno 1920. La scomparsa di un attore che è divenuto negli anni il simbolo del cinema e del costume in Italia, ha inevitabilmente avviato un dibattito che ha coinvolto registi, critici, pubblico, e coinvolto anche parte della politica. Molti si sono interrogati circa il ruolo e la figura di Alberto Sordi come attore e come personaggio. Sordi è stato o no un grande attore? Qualcuno lo ha definito superficialmente nient’altro che una “maschera” romana, qualcun altro invece, un grande caratterista. Ma, come ha fatto notare Dustin Hoffman nel ricordarlo, Alberto Sordi è tuttora materia di approfondimento didattico all’Actor Studio’s negli Stati Uniti.
E’ stata la figura cosidetta di “Italiano Medio” portata sugli schermi da Sordi, che ha suscitato interpretazioni polemiche e avventate da parte di molti addetti ai lavori, spesso non comprendendo a fondo il significato morale e lo scopo sociale di quei personaggi.
Quando il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nel ricordare Sordi, lanciò la proposta di proiettare i suoi film nelle scuole italiane, quasi tutti si sono opposti con la motivazione che proiettare i film di Sordi in un’Istituzione come la Scuola è sembrato anti-educativo, pedagogicamente sbagliato e deviante. Si fa sempre coincidere Alberto Sordi con i suoi personaggi più negativi e immorali. Ma Sordi è stato anche il volto di personaggi educativi, integerrimi e sconfitti, protagonisti di film da ritenere fondamentali la carriera dell’attore romano. Lo scopo di questo lavoro è di far luce su tale aspetto delle interpretazioni di Alberto Sordi. Un aspetto troppo spesso dimenticato e poco approfondito.
Il percorso intrapreso allo scopo, è quello prima di tutto della ricerca d’archivio. Si è cercato di confrontare i commenti e le recensioni dell’epoca (quasi sempre severe) dei tre film presi come esempio. Essi sono “Il vigile” (1960), di Luigi Zampa, “Una vita difficile” (1961), di Dino Risi, e “Il commissario” (1962), di Luigi Comencini. In queste tre opere, girate in pieno “Boom” economico, Sordi interpreta protagonisti diversi tra loro, ma molto simili nella sorte avversa che li rende degli sconfitti. Saranno riportati i dialoghi-chiave dei film, per poter meglio comprendere caratteristiche e vicende dei personaggi, nel contesto in cui agiscono. Verrà infine approfondita la direzione verso cui Sordi, il regista e lo sceneggiatore concepirono questi e altri personaggi di film importanti.
Per molti anni ci si è soffermati quasi esclusivamente sull’attore-Sordi, ne è stato celebrato il grande talento e l’unicità della sua recitazione comica e drammatica. Con questa tesi si cercherà tuttavia di rendere giustizia anche al Sordi-personaggio “educativo”, troppo a lungo, invece, giudicato superficialmente solo come una maschera dei vizi e meschinità dell’italiano medio.
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