Italia-Spagna, uno studio di diritto comparato: ''lo Statuto dei diritti del Contribuente con particolare riferimento alla figura del Garante''

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Vincenzo Cali' Contatta »

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La tutela dei diritti del contribuente, così come la tutela dei diritti del cittadino, ha visto in questi ultimi anni crescere l’ intervento da parte dei legislatori europei con il fine ultimo di imprimere al rapporto Fisco-contribuente i caratteri della trasparenza, della sicurezza giuridica e della leale collaborazione.
I principali paesi europei (Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Irlanda, ecc.), in anticipo rispetto all’ Italia, si sono dotati di una “Carta dei diritti del Contribuente”.
Con il presente lavoro ho cercato di illustrare, attraverso un breve excursus storico sull’ evoluzione legislativa riguardante il procedimento amministrativo (Cap. I), le principali novità in tema di tutela del contribuente introdotte in Italia con la Legge n° 212 del 27 Luglio 2000 e in Spagna con la “Ley de Derechos y Garantias de los Contribuyentes” (Legge n° 1 del 26 Febbraio 1998), recentemente derogata dall’ emanazione della Legge n° 53 del 17 Dicembre 2003 che costituisce la “Nueva Ley General Tributaria”, ossia un testo unico che raccoglie tutte le disposizioni di carattere generale riguardanti la materia tributaria.
Nei Capitoli II e III, dopo un esame sulla valenza giuridica dei “Principi Generali” contenuti nei due Statuti (quello italiano e quello spagnolo), si passa al commento delle singole disposizioni con un’ analisi critica sull’ effettiva tutela del contribuente ad opera di alcuni precetti, i quali talvolta si risolvono in semplici “dichiarazioni di principio”.
In questi capitoli ritroviamo molti punti di contatto tra i due ordinamenti giuridici, a partire dai principi costituzionali della capacità contributiva e della riserva di legge, al divieto di retroattività delle norme tributarie più sfavorevoli; i due ordinamenti presentano inoltre una legge sul procedimento amministrativo che mostra la stessa apprensione da parte del legislatore nell’ estendere il campo di azione di regole generali sui procedimenti alla materia tributaria (sia nell’ ordinamento italiano che in quello spagnolo si incontrano disposizioni che, imponendo limitazioni al diritto di accesso agli atti amministrativi di natura tributaria, di fatto ledono il diritto di difesa del contribuente).
Altri aspetti comuni ai due ordinamenti riguardano il fenomeno del “Tax Ruling” presente con gli istituti dell’ interpello, generale e speciale, nel diritto tributario italiano e della “consultas tributarias escritas”, in quello spagnolo, ai fini della tutela del legittimo affidamento del contribuente; gli “acuerdos previos de valoración” che avevano destato l’ attenzione del legislatore italiano circa la possibilità per l’ Amministrazione Finanziaria di stipulare accordi preventivi rispetto al fatto imponibile (Concordato triennale preventivo); la tutela dell’ integrità patrimoniale (ex art. 8 del nostro Statuto) ed il rimborso dei costi di garanzia (ex art. 33 della Nueva Ley General Tributaria); il diritto per il contribuente ad un contraddittorio antecedente all’ emanazione dell’ avviso di accertamento; il diritto a conoscere l’ identità dell’ autorità o del personale alle dipendenze dell’ A.F. sotto la cui responsabilità si esplicano i procedimenti tributari che interessano il contribuente; ed ancora, il diritto all’ informazione, alla semplificazione ed alla motivazione degli atti tributari.
Il quarto Capitolo è indirizzato allo studio di una figura “nuova” nel campo della tutela del contribuente: il “Garante del Contribuente”, soggetto esterno all’ A.F. al quale è stato affidato il compito di accogliere le doglianze dei contribuenti per risolvere il più rapidamente possibile le questioni delle quali tale organo venga investito. L’ analisi svolta parte dall’ inquadramento giuridico della figura del Garante, della sua indipendenza ed autonomia, rilevandone i problemi di competenza con l’ attività svolta dal Difensore Civico, per giungere alle implicazioni connesse al suo intervento in tema di autotutela ed alla critica sui reali poteri attributi dalla legge a tale soggetto. Con una recente modifica normativa è stata ulteriormente valorizzata la figura del Garante, elevandolo a riferente diretto al Governo ed al Parlamento sullo stato dei rapporti tra Fisco e contribuenti, nel campo della politica fiscale.
Infine, il quinto Capitolo descrive il corrispondente organo di difesa del contribuente presente in Spagna creato con il Decreto Reale n° 2458 del 2 Dicembre 1996 e già operante nei primi mesi del 1997. Dall’ illustrazione della struttura, delle funzioni e dei poteri del “Consejo para la Defensa del Contribuyente” emergono evidenti differenze con il rispettivo organo italiano, in quanto, pur essendo stato dichiarato autonomo ed indipendente, dal punto di vista della funzionalità e dell’ organizzazione interna si tratta pur sempre di un organo appartenente all’ Amministrazione Finanziaria, in quanto posto alle dipendenze del Ministero dell’ Economia e delle Finanze.

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Capitolo I: Iter storico e legislativo che ha portato all’ emanazione dello Statuto dei diritti del contribuente 1.1 Introduzione La Legge n° 212 del 27 Luglio 2000, conosciuta meglio come “Statuto dei diritti del Contribuente”, stabilisce gli obblighi dell’ Amministrazione Finanziaria e i diritti dei contribuenti. Tale legge è scaturita da una serie di esigenze, prima fra tutte quella di un rapporto più semplice, certo ed aperto con l’ Amministrazione Finanziaria alla quale è stato affidato il compito strategico di assistere l’ utenza, ossia favorire lo spontaneo adempimento dell’ obbligazione tributaria, qualificando l’ attività di accertamento non in termini di esigenze di cassa bensì come strumento deterrente preventivo. Lo Statuto del Contribuente è stato considerato una vera svolta per il superamento della visione del Fisco come nemico del contribuente e segna un passo in avanti per il recupero del consenso del contribuente, cercando di creare un rapporto basato non più sull’ autoritarismo del soggetto pubblico ma ispirato alla collaborazione delle parti. Sotto questo punto di vista lo Statuto non nasce dal nulla e non introduce concetti nuovi, ma presenta origini ben più lontane ed ampie che riguardano in generale il rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione. Ecco perché, analizzando le disposizioni contenute nella Legge n° 212/2000 non si può fare a meno di richiamare la Legge n° 241 del 7 Agosto 1990, intitolata “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di accesso ai documenti amministrativi” od altrimenti detta “legge sul procedimento 1