Le Intercenales ''politiche'' di Leon Battista Alberti

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Leonardo De Luca Contatta »

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Il mio lavoro di tesi (il cui titolo è: Le Intercenales "politiche" di Leon Battista Alberti) ha avuto per argomento una delle opere dell'Alberti forse tra le meno conosciute al grande pubblico ma non per questo meno interessanti; in esso ho preso in esame non solo l'Alberti "politico" (con particolare riferimento alle altre opere letterarie dell'autore - Theogenius, Profugiorum libri, De iciarchia, ecc- in cui si faceva riferimento al suo modo di vedere e considerare la vita politica della Firenze degli anni Trenta del XV sec.) ma in modo più specifico 14 intercenali (Templum, Flores, Lapides, Bubo, Gallus, Lacus, Pertinacia, Nebule, Lupus, Aranea, Servus, Simiae, Fatum et Fortuna e Cynicus) che sono state da me esaminate criticamente per dar vita ad ipotesi fondate aventi lo scopo di poter, da un lato, collegare i diversi protagonisti degli apologi albertiani alla realtà politica fiorentina di quegli anni, dall'altro lato, di poter dare agli stessi apologi una collocazione cronologica più precisa rispetto a quella fino ad oggi esistente.

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37 3. L’ideale civile Gli anni in cui visse Leon Battista coincisero con il periodo di maggiore vitalità del cosiddetto umanesimo civile. La rinnovata atten- zione per l’uomo, per la sua parola e per il suo comportamento sociale e mondano portò anche all’interno della letteratura un maggiore inte- resse verso l’impegno civile, avente lo scopo di modificare la realtà politica terrena secondo principi non autoritari. Questo nuovo modo di vedere le cose perciò, grazie a personalità di rilievo quali Coluccio Sa- lutati, Leonardo Bruni, Poggio Bracciolini e tanti altri, riuscì a mettere radici anche all’interno della repubblica fiorentina. La grandezza di questi umanisti fiorentini risiedette nel fatto che al momento dello scontro che, tra fine Trecento e inizio Quattrocento, oppose Firenze a Milano, esaltarono la "florentina libertas" opposta al dispotismo visconteo. 1 È bene comunque non dare molto valore a tale 1 È necessario ricordare che lo stesso Leon Battista, a posteriori, si schierò a difesa della libertà fiorentina attraverso le parole fatte pronunciare (nel IV libro della Famiglia) a Pie- ro degli Alberti davanti al duca di Milano. Il discorso, da collocare nella finzione lettera- ria alla fine del XIV sec, se da un lato si ricollegava alla lotta tra Milano e Firenze, che tornava ad essere urgente nel 1438, dall’altro lato riaffermava la fedeltà degli Alberti alla patria dopo le accuse mosse contro di loro per aver stretto un patto antifiorentino col duca di Milano agli inizi del XV sec. Cfr. Leon Battista Aberti, I libri della famiglia (a cura di R. Romano e A. Tenenti), cit., pp. 331-332.