Comportamenti a rischio negli adolescenti: una indagine con il MMPI-A

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Maria Lucia Lucà Trombetta Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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Questo lavoro non è da considerarsi come una delle tante tesi che si sono occupate della devianza adolescenziale!
La ricerca attraverso l'impiego di tre strumenti (Colloquio semistrutturato, MMPI-A, O.R.T.) ha voluto indagare le caratteristiche di personalità di giovani autori di reato e giovani "amministrativi" e comparare i risultati con quelli ottenuti da un campione di controllo.
La cornice teorica di riferimento sottolinea non tanto i fattori di rischio del fenomeno ma piuttosto i fattori di resilienza che dovrebbero essere promossi per arginare il fenomeno.

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III Introduzione L’approfondimento della letteratura sulla devianza adolescenziale ha fatto nascere in me la curiosità e l’esigenza di riscontrare sul campo ciò che da sempre numerosi studiosi hanno riscontrato in merito. Cosa spinge un ragazzo a commettere atti estremamente violenti? Esistono forse delle caratteristiche di personalità che ci permettono di identificare giovani devianti? O è solo il contesto sociale, familiare che influenza e indirizza lo sviluppo di questi ragazzi? Gli adolescenti autori di reato cosa hanno di diverso rispetto ai ragazzi che non hanno esperienze penali? L’esperienza di volontariato svolta presso una comunità per minori a rischio, unita a quella in un quartiere della città di Messina, è stata determinante per la presente ricerca. L’indagine svolta si pone come obiettivo l’esplorazione della devianza adolescenziale, intesa come processo multifattoriale, per indagare l’esistenza di eventuali differenze tra adolescenti autori di reato, adolescenti “a rischio” e adolescenti che vivono in ambienti favorevoli. Si è visto come i ragazzi di fronte ad una situazione negativa non rispondono necessariamente con un comportamento deviante ma sono in grado di “scegliere” percorsi alternativi. Laddove questo, per vari motivi