| Abstract: |
 |
 |
| Il presente lavoro, in cui sono riportati i risultati di una ricerca a carattere etnobotanico, è mirato a fornire un contributo al recupero di informazioni sugli usi popolari delle piante e sulle tradizioni e costumi ad esse connessi. L’indagine è stata svolta in alcuni comuni della provincia di Caserta: Calvi Risorta, Camigliano, Capua comprendente la frazione di Sant’Angelo in Formis, Bellona, Pignataro Maggiore, Pontelatone, Santa Maria la Fossa, Santa Maria Capua Vetere con la frazione di Sant’Andrea dei lagni, San Tammaro, Teano, Vitulazio.Nell’ambito delle specie censite è stata evidenziata un’utilizzazione assai varia delle piante soprattutto per quanto concerne gli usi artigianali tra cui spiccano per quantità e qualità quelli relativi a Castanea sativa, Cannabis sativa, Ampelodesmos mauritanicus, Salix viminalis e Phragmites australis. Varie sono state anche le segnalazioni riguardo a tabacchi alternativi come la corteccia di, Vitis vinifera, ,e le foglie di Juglans regia, Salvia officinalis, Datura stramonium e di varie solanaceae coltivate. Molte sono le piante spontanee che possono essere mangiate e che invece attualmente vengono ritenute dai più solo fastidiose erbacce, tra cui Parietara officinalis, Portulaca oleracea, Urtica dioica, le varie Plantago. Molte sono anche le piante coltivate che potrebbero essere usate a fini medicinali come, Allium cepa, Laurus nobilis, Eruca sativa, Ficus carica e varie lamiaceae. Interessanti sono anche le piante che possono essere usate per le pulizie domestiche come Ficus carica, Eucalyptus globulus, Solanum tuberosum,e Cytrus limon. Sarebbe auspicabile anche un maggiore approfondimento delle proprietà abrasive delle foglie di Parietara officinalis, che potrebbero essere usate con successo nella pulizia degli animali imbrattati dal catrame riversato in mare. Infine le varietà che prima erano coltivate e che oggi sono presenti in pochi frutteti ed orti come la “Capuanella”, la “Sammarzana”, la “mela annurca” e la “sergente”, i fichi“ Nataline” o le susine “’A cerase”. Non pochi sono anche gli interessanti usi di alcune entità per la lotta biologica nei coltivi e come repellenti per gli insetti, Juglans regia, Thymus vulgaris, Urtica dioica, Allium sativum, Petroselinum sativum, Lycopersicum esculentum.Nella ricerca effettuata meritano di essere evidenziate tutte quelle pratiche che, salvo rare eccezioni, erano garanzia di ecologicità, e sostenibilità, prima fra tutte la coltivazione e la lavorazione della Cannabis sativa. Sarebbe importante riscoprire la canapa, la sua lavorazione e le sue applicazioni per un futuro più ecologico, infatti è uno dei migliori candidati per sostituire i prodotti petroliferi. Inoltre questa pianta ha capacità fitodepurative del suolo, assorbendo nei semi, nelle radici e nelle foglie inquinanti e metalli pesanti; richiede pochi fertilizzanti ed ha un ciclo veloce, tutte qualità che verrebbero apprezzate da qualsiasi coltivatore delle sempre crescenti aree contaminate, al fine di invertire la tendenza di una generazione genocida.Cannabis sativa è una specie dalle enormi potenzialità, considerata uno stupefacente per gli effetti psicoattivi che ha sull'organismo umano il principio in essa contenuto, il TCH (delta-9-tetraidrocannabinolo).. La canapa è in realtà coltivata da secoli anche per produrre tessuti, medicine, carta, combustibile vegetale, alimenti, materiali per l'edilizia, plastica ecologica, cosmetici e altro ancora. Ricerche passate hanno dimostrato l’assenza pressoché totale del principio attivo nei fusti, semi e radici della pianta, dove viene anzi riscontrato un elevato tasso di cannabidiolo (CBD).Segue un elenco dei suoi possibili utilizzi redatto da fonti ampiamente reperibili sia su internet che su riviste specializzate di medicina e biosostenibilità... |
|