Emozioni e Narcisismo

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Carla Francesca Carcione Contatta »

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Il narcisismo è interpretato prevalentemente per quanto riguarda le sue manifestazioni patologiche, qui, invece, ne consideriamo una funzione più generale; questa nostra lettura del narcisismo è estensiva, e per questo può apparire discordante da quelle riduttive sostenute tradizionalmente (anche se non da tutti) a proposito di quella dinamica-psichica. Ci concentreremo principalmente sulle emozioni tipiche del narcisista e sulla loro genesi.
Oltre che da componenti psicologiche determinanti, il narcisismo è sorretto di fatto anche dall'attuale nostro modello culturale (basato sulla immagine di sé e sui consumi); i conflitti tra le esigenze di esteriorità e quelle emotive (trascurate nella loro importanza) sono esaltati dalla dimensione sociale assunta dal malessere narcisistico, e i disturbi che ne derivano risultano essere più diffusi di quanto si creda.
Akoun precisa: “Preso, dalla nascita, nella rete del linguaggio, il bambino diventa soggetto assumendolo a suo conto, iscrivendovi la sua parola. Prima ancora di nascere, viene segnato dal modo in cui la sua nascita è attesa dal suo ambiente, e dal posto che gli viene assegnato, dato dall’incrocio delle proiezioni dei suoi genitori e dalle interferenze delle loro dinamiche emotive inconsce. In un certo senso, si costituisce come il prodotto ed il porta-parola della dialettica familiare. Nel suo corpo e nel suo essere psichico, narra la storia dei suoi genitori. Tuttavia, non è il prodotto passivo degli scambi e del dialogo tra il padre e la madre. Ricevendo le loro richieste inconsce attraverso il proprio immaginario, vi si sottometterà oppure no.
Prodotto dei messaggi emessi dai suoi genitori, il bambino resta tuttavia un prodotto originale, dal momento che questi messaggi agiscono solamente grazie al senso che il suo narcisismo gli darà. E’ di questo accavallarsi tra il desiderio del bambino e l’ordine familiare che la psicoanalisi tenta di rendere conto. Ma questo desiderio e quest’ordine si annodano in un oggetto simbolico particolare: un soggetto psicologico, un individuo che parla, che designa se stesso in prima persona.

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3 INTRODUZIONE Il narcisismo è interpretato prevalentemente per quanto riguarda le sue manifestazioni patologiche, qui, invece, ne consideriamo una funzione più generale; questa nostra lettura del narcisismo è estensiva, e per questo può apparire discordante da quelle riduttive sostenute tradizionalmente (anche se non da tutti) a proposito di quella dinamica-psichica. Ci concentreremo principalmente sulle emozioni tipiche del narcisista e sulla loro genesi. Oltre che da componenti psicologiche determinanti, il narcisismo è sorretto di fatto anche dall'attuale nostro modello culturale (basato sulla immagine di sé e sui consumi); i conflitti tra le esigenze di esteriorità e quelle emotive (trascurate nella loro importanza) sono esaltati dalla dimensione sociale assunta dal malessere narcisistico, e i disturbi che ne derivano risultano essere più diffusi di quanto si creda. Akoun precisa: “Preso, dalla nascita, nella rete del linguaggio, il bambino diventa soggetto assumendolo a suo conto, iscrivendovi la sua parola. Prima ancora di nascere, viene segnato dal modo in cui la sua nascita è attesa dal suo ambiente, e dal posto che gli viene assegnato, dato dall’incrocio delle proiezioni dei suoi genitori e dalle interferenze delle loro dinamiche emotive inconsce. In un certo senso,