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| La mia tesi di laurea segue un percorso peculiare che prevede l’analisi del romanzo di Lewis Carroll Alice’s Adventures in Wonderland dal punto di vista della Pragmatica e un confronto dei risultati di tale analisi con le principali teorie inerenti ai Gender studies. Il fine principale è verificare se gli stereotipi legati al genere e al linguaggio sono validi nel contesto del romanzo.
Vengono introdotti gli studi di genere e le teorie più diffuse nell’ambito, con particolare attenzione agli assunti di Robin Lakoff, linguista femminista che ha tracciato una serie di caratteristiche linguistiche attribuibili a parlanti rispettivamente maschili e femminili, evidenziando un netto contrasto negli stili comunicativi. In particolare, Lakoff attribuisce a parlanti femminili tratti caratteristici di parlanti deboli e sottomessi (ricorso a strategie di cortesia negativa, tag questions, esitazioni, hedges) e, al contrario, definisce i parlanti maschili come dominanti e assertivi in quanto preferirebbero il ricorso ad atti linguistici diretti ed eviterebbero espedienti mitiganti. Essendo tali teorie evidentemente stereotipate, ho scelto di verificarne la validità analizzando i bizzarri personaggi del romanzo fantastico di Lewis Carroll.
I personaggi femminili e maschili del romanzo vengono esaminati dal punto di vista dei dialoghi che li vedono coinvolti e viene tracciata una sintesi delle tendenze linguistiche di ciascuno dei personaggi principali. Le teorie pragmatiche cui si è fatto ricorso nell’analisi includono la teoria degli atti linguistici, il principio di cooperazione e le massime conversazionali, la logica della cortesia e l’analisi conversazionale.
Le conclusioni derivanti dall’analisi indicano che i personaggi femminili e maschili del Paese delle Meraviglie, pur tenendo conto del carattere parodico e carnevalesco del contesto in cui sono inseriti, non rispecchiano i modelli individuati da Robin Lakoff. Da ciò deriva che ciascun parlante sceglie di utilizzare determinati espedienti linguistici per esprimere al meglio la propria personalità e il rapporto con cui è legato agli interlocutori. L’analisi dei linguaggi delle figure femminili e maschili ha dunque prodotto dei risultati che contraddicono e confutano le teorie stereotipate diffuse nel ramo dei Gender Studies. |
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