Lavoro autonomo economicamente dipendente e sindacati in Europa. Le esperienze di NIdiL-CGIL e F.S.-CC.OO.

Tesi di Master

Autore: Andrea Delle Monache Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 955 click dal 09/01/2009.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Questo lavoro nasce dall’esigenza di comparare a livello europeo le esperienze di sindacalizzazione dei c.d. lavoratori atipici. Più in particolare, mi interessa analizzare le risposte che le grandi confederazioni sindacali stanno dando alla proliferazione di quell’universo di rapporti di lavoro a metà strada tra autonomia e subordinazione. . Ciò per il sindacato confederale è potenzialmente un fattore che mette fortemente in crisi il suo ruolo di rappresentanza sociale. Ma può anche essere causa di un nuovo approccio e di un rinnovamento delle pratiche di rappresentanza. Analizzare le nuove proposte di rappresentanza sindacale in una prospettiva comparata a livello europeo, scopo principale di questa tesi, è dunque utile per osservare quali sono convergenze e le divergenze delle diverse esperienze nazionali. Dopo aver fotografato nel primo capitolo la situazione europea in generale, cercando di inquadrare le diverse strategie sindacali secondo modelli idelatipici, nei seguenti capitoli mi occuperò di due esperienze specifiche a livello nazionale: il nostro paese e il caso spagnolo, analizzando in ognuno dei due paesi un’esperienza paradigmatica più in profondità. Per l’Italia ci occuperemo dell’opera decennale di NIDIL-CGIL, per la Spagna la più giovane Federazione Sindacale TRADE-CC.OO di Catalunya

Mostra/Nascondi contenuto.
2 Introduzione Questo lavoro nasce dall’esigenza di comparare a livello europeo le esperienze di sindacalizzazione dei c.d. lavoratori atipici. Più in particolare, mi interessa analizzare le risposte che le grandi confederazioni sindacali stanno dando alla proliferazione di quell’universo di rapporti di lavoro a metà strada tra autonomia e subordinazione. I grandi mutamenti socio-economici che da circa un trentennio stanno configurando la nuova grande trasformazione del mondo del lavoro post-fordista hanno effettivamente fatto emergere una serie di nuovi modi e identità di lavoro e di rapporti non-standard che molto difficilmente si possono descrivere secondo gli schemi concettuali tipici che contrappongono nettamente il lavoro dipendente e indipendente. Questi mutamenti sono il frutto tanto di trasformazioni oggettive dell’economia e delle forme organizzative della produzione, quanto della emersione di nuove soggettività sociali sempre più in contraddizione con il prototipo fordista dell’operaio-massa. Anche prescindendo dalle interpretazioni di tale fenomeno, di cui ci occuperemo nel corso di queste pagine, la crescita di queste nuove forme di impiego è un dato ormai incontrovertibile che sta interessando tutti i paesi membri dell’Unione Europea. Così il dibattito attorno ai confini tra lavoro autonomo e lavoro dipendente in voga già dal decennio ’80, mano a mano che la nuova economia post-fordista si è andata sviluppando, è definitivamente uscito dalla ristretta cerchia dei giuristi del lavoro e sta impegnando ormai tutte le discipline e gli attori sociali. Tuttavia, nonostante a livello europeo si sia preferito identificare la c.d. zona grigia tra lavoro autonomo e subordinato con il lavoro autonomo economicamente dipendente, le differenze tra stati membri sono comunque molte e relazionate alle caratteristiche economiche, giuridiche e sociali dei diversi stati membri. E’ chiaro quindi che anche da un punto di vista delle strategie sindacali ci si trovi di fronte a divergenze e convergenze a livello europeo. In questa prospettiva la costruzione di una identità sociale e la domanda di nuove tutele di questi lavoratori formalmente autonomi sono parte del più generale processo di destrutturazione della classe lavoratrice che storicamente è stata alla base della rappresentanza sindacale e delle relazioni industriali dell’era fordista. Ciò per il sindacato confederale è potenzialmente un fattore che mette fortemente in crisi il suo ruolo di rappresentanza sociale. Ma può anche essere causa di un nuovo approccio e di un rinnovamento delle pratiche di rappresentanza. Il sindacato confederale è dunque uno degli attori collettivi che più di tutti subisce questi mutamenti, ma che allo stesso