La memoria autobiografica ed il racconto di sé

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Nicola Cerutti Contatta »

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La tsi parte analizzando le caratteristiche dela memoria autobiografica come sistema di memoria indipendente e in parte coincidentente con quello della memoria episodica.
Si passa poi ad analizzare il contenuto dei ricordi autobiografici e la loro struttura, in particolare la dimensione spaziale, quella temporale, quella ricostruttiva e quella sociale.
Precondizioni per parlare di memoria enarrazione sono lo sviluppo della capacità di rappresentazione, di un senso di sé come entità autonoma, delle abilità linguistiche.
L'emerger di queste capacità viene analizzato alla luce della teoria dell'attaccamento di Bowlby, dei campi relazionali di Stern, e dei lavori sui monologhi infantili di K. Nelson. L'importanza di come avvengono le prime interazioni sociali e narrative sarà infatti fondamentale nello sviluppo degli stili narrativi nei bambini e negli adulti.
Vengono po analizzate le caratteristiche generali della narazione e del racconto di sé, basandosi soprattutto sull'opera di J.Bruner eslorando i concetti di pensiero narrativo,di sé sociale, di schemi narrativi sul sé.
Ultima tappa è l'analisi della narratività degli adulti con L'adult Attachment Interview di M.Main che evidenzia stili narrativi che possono essere sovrapposti agli stili di attaccamento evidenziati dalla Strange Situation di M. Ainsworth

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4 INTRODUZIONE Questa tesi nasce dalla curiosità che mi ha suscitato un piccolo volume di Giovanna Leone sulla memoria autobiografica1. Era il primo libro che leggevo sull‟argomento ma tanto è bastato per voler approfondire. Sono dunque iniziati per me un‟attività di continua scoperta ed un lavoro in continua ridefinizione. Non partivo con nessuna meta prefissata, né tesi da sostenere o verificare. E nemmeno con un progetto unitario già in mente. La tesi riflette questa situazione. Inizia infatti sviluppando quegli argomenti di quel primo opuscolo, trattando dei processi cognitivi della memoria e delle caratteristiche della memoria autobiografica, come quelle sociali e ricostruttive. E‟ solo quando dalla memoria autobiografica voglio passare al racconto di sé che si apre uno scenario molto più vasto e imprevisto. Sapevo di alcuni lavori di Demetrio, ma non immaginavo che il discorso della narrazione coprisse così tante tematiche e così tanti concetti. E‟ dunque iniziato un lavoro di selezione, con la sensazione, ogni volta che un argomento veniva accantonato, di aver perso qualcosa di importante, per focalizzare infine l‟attenzione su alcuni aspetti. La nascita della memoria autobiografica e della narrazione nel bambino e l‟analisi della narrazione dell‟adulto, mettendo in relazione questi due momenti fra loro. Ne è risultato un lavoro che, anche se per sommi capi, ripercorre i momenti e i modi di interazione narrativa dei bambini, con i lavori affascinanti di Bowlby, Stern e Nelson, per poi cercare di comprendere come questi primi momenti interattivi influenzino le rappresentazioni di ognuno, le proprie concezioni di sé, un proprio stile di sviluppo, ma soprattutto un proprio modo di raccontarsi. Spero che queste, per me, inaspettate scoperte possano essere altrettanto rivelatrici per chi leggerà il mio lavoro. Un lavoro che, una volta appresa la vastità delle tematiche risulterà probabilmente solo un buon inizio, e che lascerà dunque molte questioni aperte. Ma, come si comprenderà alla fine, non potrà essere altro che così. 1 Leone. G.(2004), La memoria autobiografica. Carocci, Milano