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Laurea liv.I
La sindrome del burnout tra gli infermieri del 118
Tesi di Elisa Ferrari
La tesi si compone di 119 pagine
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Anno: Università: Relatore:
2003-04 Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Nadia Lami
Area: Facoltà: Corso:
Scienze Infermieristiche Infermieristica
Abstract:
Il primo studioso della sindrome del Burnout fu Freudenberg, il quale la descrive come una sindrome individuata in operatori di servizi comunitari, particolarmente esposti allo stress di un rapporto diretto e continuativo con un’utenza fortemente disagiata. Sono state identificate, inoltre, quattro fasi o stadi del Burnout attraverso le quali la sindrome si manifesterebbe e si evolverebbe.

Elencandole esse sono:

1)l’entusiasmo idealistico,
2)la stagnazione,
3)la frustrazione,
4)l’apatia.

Essendo il Burnout una sindrome presenta un insieme di sintomi tra i più ricchi,vari e rilevabili su diversi fronti e a diversi livelli.
Le conseguenze della sindrome possono essere anche molto gravi e si possono ripercuotere negativamente su:

-gli operatori stessi attraverso gravi somatizzazioni, frustrazioni, dispersione di risorse…;
-sugli utenti che ricevono servizi peggiori e minori e per i quali un contatto con operatori sociali in cortocircuito risulta frustrante,inefficacie o dannoso;
-a livello sociale, per la comunità in generale, che vede svanire forti investimenti nei servizi sociali.

Non esistono soluzioni rapide e facili al problema: ogni singolo operatore colpito da Burnout, deve cercare di risolvere il suo problema considerando questa sindrome nel suo insieme, ed operando a vari livelli.
I vari livelli interessati, sono quelli individuali, quelli sociali e quelli istituzionali.
Il 118 è un numero telefonico che corrisponde ad un servizio che ha il compito di ricevere le richieste di soccorso del territorio, di coordinare medici, infermieri e mezzi di soccorso, di orientarli in modo appropriato all’intervento di urgenza, di collegare le varie strutture addette all’emergenza, integrandole con il servizio ospedaliero.
La Centrale Operativa 118 Modena Soccorso, ha come finalità istituzionali quella di assicurare la ricezione di tutte le chiamate di allarme sanitario provenienti da tutto il territorio provinciale attraverso il numero unico 118; attivare il mezzo di soccorso più idoneo sulla base delle informazioni raccolte, garantire assistenza e supporto al mezzo inviato, supervisionare l’intervento, archiviare i dati, effettuare una verifica di qualità su processi ed esiti.
Per quanto riguarda l’assistenza in ambito di emergenza/urgenza, l’infermiere ha, in primo luogo, un duplice compito: inizialmente, codificare la criticità del paziente con la maggiore precisione possibile e, successivamente, applicare con proprietà strumenti come procedure, protocolli o linee guida, impegnandosi ad integrarli con il sapere che deriva dalla conoscenza ma, soprattutto, con la necessità di agire rapidamente e in modo rigoroso, determinando così il buon esito dell’intervento.
La questione della responsabilità operativa dell’infermiere di emergenza può essere difficile da sostenere per l’infermiere stesso ed innescare in lui meccanismi di difesa come lo stress, nonché la sindrome del Burnout, specialmente adesso che, come detto prima,in ambito legislativo, l’infermiere è costretto a muoversi con ancora qualche titubanza.
Per l’infermiere di area critica vi è una serie di caratteristiche fondamentali che lo caratterizza:
-ESPERIENZA,
-PROFESSIONALITA’,
-PREPARAZIONE SPECIFICA,
-ELASTICITA’ MENTALE.
Alla luce di quanto è stato detto fino ad ora, si deduce che l’infermiere oggi è un professionista sicuramente più qualificato, ma anche soggetto a livelli di stress altissimo perché più esposto dal punto di vista emozionale. Per gli infermieri operanti in area critica lo stress è correlato allo sforzo fisico, alla difficoltà, alla gravità delle scelte richieste e alla valutazione della realtà concomitante ad elevato rischio per il paziente.
Devono essere fatte scelte rapide da cui dipende la sopravvivenza del paziente, le responsabilità e i rischi sono elevati e data la difficoltà degli interventi, spesso gli insuccessi sono proporzionali alle frustrazioni, mentre le gratificazioni sono di gran lunga inferiori all’impiego richiesto.
Data la scarsità di ricerche effettuate per la rilevazione e per la valutazione del livello di Burnout tra gli infermieri dell’emergenza, e data quindi la mancanza di reperibilità di materiale inerente all’argomento utile per concludere la mia tesi di laurea, è stato opportuno sottoporre gli infermieri di emergenza operanti nella Centrale Operativa di Modena, ad un questionario elaborato per la definizione della presenza di Burnout tra questi operatori.
L'autore di questa tesi ha inserito le seguenti parole chiave:
burnout emergenza infermieri
problema burnout stress stress lavorativo
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