Dal bullismo al cyberbullismo: ferire con un click

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Psicologia

Autore: Alice Corso Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 12125 click dal 18/11/2010.

 

Consultata integralmente 19 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Obiettivo di questa tesi è di comprendere le dinamiche sottostanti al cyberbullismo, i vissuti e le reazioni dei ragazzi coinvolti; la prevaricazione tra pari, infatti, avviene per lo più tra compagni di classe o di scuola, ovvero tra persone che, volontariamente o meno, condividono tempo, ambiente ed esperienze. Persone che hanno dei sentimenti che vengono feriti nel momento in cui ci si sente rifiutati, minacciati, offesi. Vittime giovani, adolescenti e preadolescenti, che spesso si vergognano a parlarne con qualcuno, per il timore di un giudizio negativo o per la paura di ricevere, da parte dell’altro, un’ulteriore conferma del proprio essere debole. E, dall’altra parte, che dire del bullo? Viene etichettato e, in questo modo, un ruolo assunto in un contesto finisce per essere considerato, dagli altri, un tratto della sua personalità; invece bullo non è una persona, è un ruolo.
Del bullismo si parla già molto, mentre il cyberbullismo è una forma nuova e forse più occulta perché meno eclatante (soprattutto se confrontata col bullismo fisico). E’ una manifestazione sottile del bullismo, ma, a mio parere, non meno importante ed è per questa ragione che ho scelto di occuparmene. Trovo che sia importante studiare il fenomeno perché questo è fonte di malessere per i ragazzi che ne sono coinvolti; una sua conoscenza approfondita può aiutare chi interviene sia per prevenire il cyberbullismo che per ridurlo. La ricerca, infatti, è inevitabilmente connessa all’intervento; quest’ultimo non può prescindere da essa se vuole essere veramente efficace e risolutivo.

Scopo della mia tesi è cercare di fornire una panoramica completa delle conoscenze presenti finora in letteratura sul bullismo e soprattutto sull’emergente fenomeno del cyberbullismo. Ho inoltre svolto una piccola ricerca in alcune scuole del Veronese, somministrando un apposito questionario a 309 studenti della scuola media inferiore, con il proposito di vedere come si presenta il cyberbullismo nelle scuole italiane e, nello specifico, in quelle della più ristretta comunità della zona di Verona.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 PRESENTAZIONE La vittimizzazione tra pari è un fenomeno presente da sempre; fin dall’antichità sono presenti episodi di prevaricazione tra bambini e ragazzi. Solo negli ultimi decenni, però, il fenomeno ha ricevuto un nome, bullismo, e una crescente attenzione da parte di figure di diverso tipo: genitori, insegnanti, psicologi, sociologi, pedagogisti, ecc. La psicologia, in particolare, ha un ruolo importante nello studio del bullismo, in quanto in esso le implicazioni e le conseguenze psicologiche sono notevoli e lo psicologo può dare un fondamentale contributo sia nella ricerca che nell’intervento sul fenomeno. La violenza a scuola può essere fonte di grande stress sia per gli alunni sia per il personale scolastico e può arrecare danni sia all’ambiente scolastico nel suo insieme, che alla qualità dell’istruzione (Debarbieux, 1999). Oggi, poi, si assiste alla nascita e crescita di un nuovo fenomeno, il cyberbullismo, che si insua, dal virtuale al reale, nella vita dei ragazzi abbattendo ogni barriera e protezione a aumentando i disagi già creati dal nullismo. Il desiderio in questa tesi è di comprendere le dinamiche sottostanti al cyberbullismo, i vissuti e le reazioni dei ragazzi coinvolti; la prevaricazione tra pari, infatti, avviene per lo più tra compagni di classe o di scuola, ovvero tra persone che, volontariamente o meno, condividono tempo, ambiente ed esperienze. Persone che hanno dei sentimenti che vengono feriti nel momento in cui ci si sente rifiutati, minacciati, offesi. Vittime giovani, adolescenti e preadolescenti, che spesso si vergognano a parlarne con qualcuno, per il timore di un giudizio negativo o per la paura di ricevere, da parte dell’altro, un’ulteriore conferma del proprio essere debole. E, dall’altra parte, che dire