L’infermiere di sala operatoria: evoluzione dei modelli organizzativi. 1a parte

Tesi di Master

Autore: Chiara Vannozzi Contatta »

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Con l’elaborazione di questa tesi ho voluto introdurre la novità nel panorama sanitario ovvero la riorganizzazione del modello ospedaliero con l’introduzione dell’ospedale per Intensità di Cure, modello organizzativo volto a caratterizzare l’ospedale come luogo di cura delle acuzie, collocato in uno scenario macroscopico che tiene conto della transazione epidemiologica, l’evoluzione tecnologica, il consumerismo ma soprattutto tiene conto della centralità dell’utente-cittadino.
Un’attenzione particolare è stata rivolta a cercare di sviluppare tutti gli aspetti della professione infermieristica all’interno del blocco operatorio, unità operativa ad alta complessità di prestazioni, dove ruota un cospicuo numero di operatori professionali con profili e ruoli diversi tra loro.
In particolar modo ho cercato attraverso un analisi organizzativa di comprendere per poterli descrivere al meglio, tutti i processi di gestione e controllo a cui fa capo il coordinatore infermieristico del blocco operatorio, dalla gestione delle risorse ai presidi, alla presa in carico e gestione del paziente chirurgico, a cercare di individuare e definire le competenze che l’infermiere di sala operatoria deve possedere; e sulle competenze che può acquisire attraverso il processo di formazione.
Non è facile all’interno di un equipe assistenziale così complessa far condividere gli stessi obiettivi, far interagire ed integrare i vari professionisti per questo il coordinatore infermieristico deve fare in modo che il gruppo da lui coordinato si senta parte attiva dell’organizzazione, coinvolgendolo con azioni di responsabilizzazione, autonomia decisionale e delega. Deve inoltre favorire lo sviluppo delle competenze attraverso la partecipazione attiva del gruppo a processi formativi.
Il successo di questo cambiamento sia per quanto riguarda il nuovo modello organizzativo dell’ospedale per intensità di cure sia per quanto concerne la nuova professionalità dell’infermiere coordinatore può avvenire solo attraverso una leadership diffusa; cioè coloro che occupano posizioni di rilievo all’interno dell’azienda devono essere orientati non solo ai risultati ma devono porre particolare attenzione all’impiego delle risorse umane.

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5 PREMESSA Tale lavoro vuole analizzare in modo costruttivo realtà operative soggette a miglioramento, considerando, nella sua totalità, il percorso del paziente chirurgico all‟interno del blocco operatorio. In questa tesi, ho voluto prendere in esame l‟U.O. dove lavoro come infermiera dal 2008, ovvero il blocco operatorio dell‟ospedale “F.Lotti” di Pontedera. Il tema affrontato è il percorso assistenziale del paziente dal momento del primo accesso ovvero la visita specialistica, alla dimissione e follow up. Altro aspetto, non secondario, è quello della definizione e valorizzazione delle competenze dell‟infermiere di sala operatoria, e l‟importanza del loro ruolo del coordinatore infermieristico nell‟implementazione dei cambiamenti nel nuovo panorama sanitario, ovvero la riorganizzazione degli ospedali in base al modello per intesità di cure, citato nel piano sanitario regionale del triennio 2008-2010. L‟esigenza di porre il paziente al centro dell‟attività assistenziale, di identificarne la complessità, fa emergere il bisogno di implementare nuovi strumenti, allo scopo di facilitare la continuità assistenziale integrando le risorse territoriali, non vedendo più solo l‟ospedale come luogo di cura, ma avendo una visione più ampia, sostenendo e valorizzando l‟interdipendenza tra strutture ospedaliere e territorio. Naturalmente, il passaggio a questo nuovo modello presuppone un grande impegno e volontà di cambiare da parte dei professionisti, ma anche un profondo cambiamento culturale da parte degli utenti.