Arte contemporanea. Il sistema

Diploma di Laurea

Facoltà: Design e Arti

Autore: Tiziana Leopizzi Contatta »

Composta da 73 pagine.

 

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Questa tesi nasce per il mio desiderio di dare una visione d'insieme del sistema dell'arte contemporanea, con particolare attenzione al panorama di Milano; unendo in una stessa proiezione le mille sfaccettature, luoghi e situazioni che si rendono indispensabili per definire l'arte di oggi e trovare il filo conduttore nel labirinto del mercato.
In questo testo vengono analizzati circuiti e agenti che caratterizzano il mercato dell'arte, con particolare attenzione al ruolo dell'artista e alla sua immissione nel circuito. La tesi è suddivisa in due parti appunto una storica e una più attuale.

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3 C a p i t o l o 1 Mercato dell’arte: nascita e sviluppi internazionali. 1.1 La committenza degli imprenditori nella Francia dell’ottocento Il sistema dell‟arte contemporanea, caratterizzato sin da fine ottocento da strutture di circolazione e valorizzazione del lavoro artistico, aveva come protagonisti artisti , mercanti, collezionisti e critici d‟arte che, nel corso del tempo, hanno svolto un ruolo in continua evoluzione. Il nuovo sistema moderno di circolazione e valorizzazione delle opere d‟arte, sviluppatosi verso fine ottocento precisamente intorno al 1870, aveva come polo centrale la città di Parigi, definita città d‟arte internazionale per eccellenza. Il sistema dominante fino ad allora esistente era quello accademico, che detenne il monopolio assoluto della produzione dell‟arte nel corso dei secoli e con carattere quasi dittatoriale gestiva sia le scuole d‟arte sia gli spazi espositivi ufficiali, i Salon. I salon, gestiti da commissioni ufficiali i cui membri erano i professori dell‟accademia che detenevano quindi un potere decisivo nella scelta delle opere da esporre, rappresentavano il mezzo principale per essere artisti riconosciuti ed apprezzati dal gusto del grande pubblico, e soprattutto, dall‟alta borghesia che acquistava le opere. Il sistema di vendite non avveniva tramite le gallerie, ma una parte consistente di mercato dipendeva dalle committenze pubbliche. Nella gerarchia dei valori ufficiali dell‟arte al primi posto c‟erano sostanzialmente i grandi valori ideologici del potere e religiosi. In opposizione alla chiusura e alla rigidità dell‟organizzazione ufficiale, che bloccava la possibilità di far emergere nuovi artisti , si sviluppò un mercato libero con tematiche completamente innovative rispetto a quelle ufficiali. L‟immobilismo dilagante, determinò l‟insorgere, a livello culturale, di gruppi minori che si opposero all‟estetica e alla burocrazia accademica.