“L’aquila non vola a stormi” L’arte di Franco Battiato tra Oriente e Occidente

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Paola Cosentino Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

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In questa dissertazione ci si propone di ripercorrere le tappe del cammino musicale ed esistenziale dell’artista Franco Battiato.
L’infanzia siciliana, la povertà della gavetta milanese, la docile e ferma resistenza al servizio militare, i frequenti viaggi in un Medio Oriente mai davvero lontano: ogni evento è rivissuto dal musicista in un linguaggio originalissimo in cui allusioni letterarie si mescolano a ricordi scolpiti nella memoria e a tracce di lezioni altrui, assimilate con approccio postmoderno.
Dallo sperimentalismo progressivo delle prime esperienze d’avanguardia al trionfale e prepotente ingresso nel mondo del pop, passando per un periodico approdo nei territori della musica d’arte, Franco Battiato da sempre non ha mancato di attirare a sé, oltre ad una straordinaria unanimità di consensi, le critiche e le accuse di certo uditorio di nicchia, che non gli hai mai perdonato il suo successo. Ciononostante egli è rimasto fedele all’unica linea guida del suo operare: trasformare puntualmente i propri mezzi espressivi pur di rimanere saldamente se stesso nel tempo, senza rimanere vittima di alcuna ideologia.
In Battiato la tradizione occidentale, tra elettronica visionaria, reminiscenze tonali e popular music, si rivela ormai pronta a un sereno e maturo incontro con un Oriente mistico e contemplativo ma non per questo meno vibrante di conturbante e mediterranea vitalità.
Si cercherà dunque di ricostruire la complessa personalità dell’artista, studiando non solo il cantautore, ma anche il filosofo, il viaggiatore, il pittore, il regista, il poliglotta, soprattutto il mediatore culturale, con lo scopo di far luce su quella che può definita una delle figure più enigmatiche e problematiche del panorama culturale italiano ed europeo degli ultimi cinquanta anni.

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1 Introduzione Cosa si nasconde dietro la figura taciturna e schiva di Franco Battiato, dietro le risposte brevi e concise che rivolge ai giornalisti, quasi avesse fretta di liberarsi di un interlocutore impertinente? E come può l’artista che non si concede, che diffida dei luoghi comuni, esser divenuto una delle figure più amate e seguite del panorama culturale italiano ed europeo degli ultimi cinquant’anni? Nonostante il partito degli scettici potrebbe storcere il naso di fronte alla modernità del suo eclettismo culturale e musicale, risulta innegabile che la ‘voce’ di Franco Battiato eserciti di fatto, con la sua calibrata prosodia, una assorta suggestione che induce al silenzio, all’ascolto. La stereotipata misantropia che per lunghi anni ha accompagnato la figura del musicista siciliano si squaderna attraverso le armonie ipnotiche e i testi dell’interiorità, rivelando il percorso variegato di un animo inquieto che ha saputo fare delle sue contraddizioni e della sua ricerca inesausta il segreto del suo successo, mediatico e non. La trama musicale del cantautore-filosofo percorre diverse esperienze sonore: musica sperimentale, avanguardia colta, opera lirica, musica etnica, musica classica, world-music, il rock progressivo e naturalmente la musica leggera. I mezzi espressivi, insomma, sono tra i più variegati, ma la tematica fondante, la meta della ricerca è sempre unica: la comprensione della natura dell’uomo nella relazione coi suoi simili e con il divino.