Teoria della scelta razionale e norme sociali in Jon Elster

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valter Argiolas Contatta »

Composta da 115 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6485 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 16 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Le teorie della scelta razionale (Rational Choice) considerano i meccanismi di scelta di individui razionali autonomi. Cosa succede quando l'''animal rationalis'' dei filosofi viene inserito in un contesto sociale, dove le decisioni individuali son spesse volte interpretabili come scelte assolutamente non razionali, legate a considerazioni di ordine normativo opposte ai dettami della razionalità economica? L'autore tenta una visione d'insieme dell'opera di Jon Elster, economista, filosofo, sociologo, mettendo in evidenza la difficoltà implicita nel tentativo di analizzare le norme sociali dal punto di vista della Rational Choice Teory.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione. La storia del pensiero sociologico ha spesso visto contrapporsi al suo interno due opposti schieramenti, legati a due diverse rappresentazioni dell'uomo. Da un lato, possiamo identificare i sostenitori dell'homo oeconomicus; dall'altro, è possibile porre i difensori di un'immagine diametralmente opposta alla prima: quella dell'homo sociologicus. L'homo oeconomicus sarebbe guidato dalla razionalità strumentale, cioè dalla capacità di scegliere e adoperare i mezzi ritenuti più adeguati per raggiungere un fine stabilito. Egli sarebbe, perciò, in grado di prendere decisioni autonome, elaborando le informazioni provenienti dall'ambiente circostante in modo da trovare la soluzione più efficace a problemi che, di solito, vengono definiti in termini di massimizzazione di un dato obiettivo. Data l'importanza cruciale che questa rappresentazione ha rivestito per lo sviluppo del pensiero economico, uno degli obiettivi principali di questa linea di pensiero è stato quello di rendere rappresentabile in termini matematici il comportamento dell'homo oeconomicus, così da generalizzare l'oggetto della massimizzazione tramite una funzione di utilità. L'homo sociologicus, invece, sarebbe guidato dalle norme sociali, le quali prescriverebbero di seguire una determinata linea d'azione indipendentemente dalla considerazione della sua adeguatezza strumentale all'obiettivo da raggiungere. Egli tenderebbe, quindi, ad adottare forme di comportamento standardizzate, scegliendo fra i diversi corsi d’azione disponibili quello maggiormente conforme a principi e valori condivisi dal gruppo al quale l’individuo appartiene. In questo senso, la possibilità di scelta dell'homo sociologicus sarebbe alquanto limitata, perché per ogni problema decisionale egli potrebbe ricorrere alla prescrizione indicante la sua soluzione socialmente condivisa, senza il bisogno di compiere calcoli e previsioni complesse sulle possibili conseguenze dell’azione. L’homo sociologicus agirebbe, in definitiva, spinto da forze agenti alle sue spalle, e, almeno in parte, inconsce. Le sue giustificazioni sul perché di un suo comportamento potrebbero, perciò, essere riassunte nell'espressione: "si fa così". Partendo dalla dicotomia appena descritta, è possibile identificare un filone intellettuale, costituito dalle teorie della scelta razionale, che, fondandosi sul paradigma dell'homo oeconomicus, cerca di approfondire la conoscenza dei processi decisionali in tutte le situazioni in cui è possibile agire in modo strumentalmente razionale. È necessario, tuttavia, precisare che non esiste una teoria della scelta razionale. Si può, più correttamente, parlare di un insieme di studiosi che, a partire dagli anni Quaranta, si sono occupati di un campo di ricerca comune, che può essere definito come il problema della scelta razionale, con l'obiettivo di apportare delle correzioni ad analoghe tematiche già sviluppate in ambito economico. Del resto, i teorici della scelta razionale, pur utilizzando strumenti concettuali e di indagine simili, arrivano spesso a risultati fortemente