La musica dal periodo prenatale ai primi anni di vita

Tesi di Master

Autore: Francesca Calchetti Contatta »

Composta da 21 pagine.

 

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Il mio lavoro, come dice anche il titolo, tratta della percezione dei suoni e della musica, dei feti e dei bambini da 0 a 5 anni. L’apparato uditivo, come gli altri apparati, quindi quello vestibolare, visivo, motorio e la sensibilità cutanea, si sviluppa completamente all’interno dell’utero materno. I bambini già dopo un mese di vita riescono a distinguere il parlato dal canto. E delle prime manifestazioni di canto in un bambino ce ne parla Helmut Moog. Egli ha evidenziato come, già verso i 6-7 mesi i versi di un bambino assomigliano a un canto, soprattutto nei bambini che, quando erano feti, hanno ascoltato molta musica. Ci sono due tipi di canto quello imitativo e quello spontaneo. Quello imitativo, principalmente, si basa su melodie che il bambino sente spesso e che cerca di imitare. Porto come esempio degli esperimenti che delle mamme hanno svolto su direttive di un progetto “InCanto” proposto da Graham Welc e Johannella Tafuri.

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2 Capitolo 1 L’apparato uditivo del feto Lo studio delle fasi della vita prenatale ha avuto negli ultimi anni una grande diffusione. L’attenzione è stata posta dagli studiosi principalmente sull’insieme delle esperienze che il bambino vive nel periodo prenatale e su come ciò possa costituire il nucleo fondamentale dell’esperienza psichica ed emozionale dell’individuo. La maturazione di tutti gli apparati sensoriali si svolge completamente nell’utero. La sequenza nello sviluppo degli apparati sensoriali prevede che divenga funzionale per primo il sistema della sensibilità cutanea, poi quello vestibolare, il sistema uditivo e infine quello visivo, mentre l’attività motoria si sviluppa già dopo sei settimane di gestazione. Per quanto riguarda l’apparato uditivo, la coclea è già formata a otto settimane e i recettori cominciano a differenziarsi alle dieci settimane. Ma questo primo tentativo di “udito” che compie l’embrione non è altro che una “carezza vibratoria”. L’ambiente uterino è di per sé ricco di rumori provenienti dai funzionamenti fisiologici del corpo materno ed esercita solo una modesta funzione di schermo rispetto agli stimoli sonori. Reazioni a stimoli tra i 250 e i 500 Hz si registrano già a