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Tesi di Laurea
L'autarchia e le sue conseguenze sul sistema industriale italiano
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Tesi di Alessandro Della Mano
La tesi si compone di 110 pagine
Consultazione integrale
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Anno: Università: Relatore:
1999-00 Università Carlo Cattaneo Edoardo Borruso
Area: Facoltà: Corso:
Economia Economia Aziendale
Abstract:
Oggetto di questa tesi è l’analisi del fenomeno autarchico. Tale argomento viene trattato considerando le cause che lo originarono, sia di carattere economico, come il deficit della bilancia commerciale, sia di carattere militare, come il raggiungimento dell’autosufficienza per non dover soffrire la mancanza di materie prime qualora l’Italia fosse entrata in guerra contro Francia e Gran Bretagna. L’indagine viene condotta analizzando quale fu l’andamento delle importazioni e delle esportazioni italiane tra il 1922 ed il 1938 e considerando gli effetti provocati dalla guerra d’Abissinia. Lo studio si sposta poi sui provvedimenti presi dal governo per attuare l’autarchia, quali la selezione delle importazioni, di cui era responsabile il Sottosegretariato per gli scambi e le valute, e la selezione delle produzioni, messa in pratica grazie all’istituzione del Commissariato Generale per le Fabbricazioni di Guerra, avvenuta nel 1935, ed all’entrata in vigore della legge numero 141 del 1933 relativa alle realizzazioni di nuovi impianti industriali e agli ampliamenti di quelli esistenti. Vengono analizzate, inoltre, le conseguenze, sia positive che negative, della politica autarchica, costituite dal forte sviluppo fatto registrare durante la seconda metà degli anni Trenta dai settori meccanico, chimico e metallurgico, la cui produzione fu favorita dal regime per motivi bellici, dallo scadimento qualitativo e dall’instaurazione di un gap tecnologico nei confronti delle realizzazioni estere per quanto concerne soprattutto i modelli di armamenti e, infine, dal contributo fornito alla ripresa postbellica dalle tecnologie e dalle riorganizzazioni autarchiche. Oltre a ciò, si ricerca il motivo della modesta produzione bellica italiana durante la Seconda Guerra mondiale, piuttosto curioso, dato che il Paese si era preparato, in senso autarchico, alla guerra nei cinque anni precedenti l’inizio delle ostilità. La conclusione di questa ultima analisi è che in Italia, durante il conflitto, non si manifestò una assoluta mancanza di materie prime, ma solo una situazione di relativa scarsità, accentuata e peggiorata, però, dalla inefficienza della organizzazione preposta alla loro distribuzione ed al loro razionamento.
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