Cerca
Tesi di Laurea
Arte Concettuale 1966-1975. Aspetti neurofisiologici e logici
Condividi questa pagina
Tesi di Alessandro Bianchi
La tesi si compone di 167 pagine
Consultazione integrale
Consultazione
Visite: 5835
  |  Consultazioni integrali: 8

Anno: Università: Relatore:
2002-03 Università degli Studi di Roma La Sapienza Antonella Sbrilli
Area: Facoltà: Corso:
Lettere e Filosofia Storia dell'Arte Contemporanea
Abstract:
La tesi ripercorre le tappe salienti dello sviluppo storico del movimento dell’Arte Concettuale, alla ricerca delle maggiori testimonianze di ambizioni e pratiche artistiche logiche, razionali e sistematiche, negli scritti e nelle vite di artisti, critici e protagonisti, tra il 1966 e il 1975.
La necessità di chiarire tali aspetti è rafforzata da risultati di studi neurofisiologici e neurobiologici sul cervello. Come si sa, questo settore di studi attraversa oggi un periodo fortunato. In particolare interessa comprendere meglio, e se possibile su basi scientifiche più salde, i meccanismi della dislocazione emisferiale dell’informazione cerebrale; più in dettaglio, la dinamica ed i processi attraverso cui l’immagine si genera nel cervello e quali emisferi li gestiscono.
Le specializzazioni emisferiali nel trattamento dell’informazione nervosa, divengono importanti anche quando le si consideri in relazione al problema della razionalità. In arte si parla spesso di forme maggiormente razionali, opposte (od opponibili) ad altre più fluide; e tale problema ha occupato, almeno negli ultimi due secoli, molti insigni storici dell’arte. Si prospetta, allora, la possibilità di estendere proficuamente le nuove tecniche di analisi e visualizzazione dei processi di pensiero a quel patrimonio dell’umanità che è l’arte.
Contrariamente a quanto spesso si crede, l’Arte Concettuale non è affatto un atteggiamento comportamentale e/o artistico (più o meno autoreferenziale) assunto da molti artisti (anche contemporanei), a seconda del bisogno oppure del contesto. È altresì possibile (come facciamo) individuare e documentare storicamente l’Arte Concettuale, come movimento che si sviluppa in maniera circoscrivibile, e consapevolmente, attraverso un dialogo teorico, a partire da articoli di artisti (già noti al grande pubblico) usciti sulla stampa specializzata internazionale (ArtForum, Studio International), perlopiù tra il 1966 e il 1969.
Una delle caratteristiche preminenti del processo, è l’essersi sviluppato simultaneamente (nel torno d’anni indicato) negli U.S.A. e ugualmente (con diverse accezioni e correnti) in Gran Bretagna. Altra caratteristica, lo smussamento di alcune posizioni teoriche eccessivamente “sistematiche”, a partire almeno dal 1971, anno di avvio di fondamentali revisioni da parte degli stessi protagonisti; fino al 1975.
Tali dati aiutano a comprendere la qualità del carattere critico del movimento: si pensi anche al ruolo nodale giocato dalla stampa in questa vicenda. Ma una volta individuato il milieau storico, culturale e sociale di riferimento degli artisti, altre evidenze s’impongono all’occhio dello studioso di arte contemporanea, a cui è possibile isolare diverse specifiche altre tendenze.
Il periodo compreso tra il 1966 e il 1975, è internazionalmente ricco di proposte artistiche dotate di intrinseca carica autoriflessiva. È il caso del Minimalismo e del Concettualismo (Arte Concettuale). L’astrazione è qui un termine di paragone costante, attraverso le opere d’arte e le opere di teoria dell’arte. È nell’alveo dell’Arte Concettuale che nascono alcune delle accezioni che oggi adoperiamo per termini quali: tautologia, astrazione, sistema, idea, ideale, codice, significato.
La Filosofia Analitica Inglese (Moore, Frege, Russell, Wittgenstein, Godel) è un altro dei possibili veicoli di analisi dell’A. C.. Soprattutto in Joseph Kosuth, si riscontrano facilmente posizioni nel solco dell’opera di Wittgenstein. È noto come per i filosofi analitici tutto quanto può esser detto, può esser detto solo nel linguaggio; così come un problema senza risposta è un finto problema.
Uno dei principali obiettivi di gran parte delle ricerche artistiche concettuali, è ridurre il problema dell’arte a problema di linguaggio. In tale ambizione è facile riconoscere un volo d’Icaro simile a quello che Ludwig Wittgenstein compì nel Tractatus Logico-Philosophicus (1918). Col problema del linguaggio, infine, siamo riportati a quello scottante dell’architettura del nostro cervello.


Hanno consigliato la consultazione di questa tesi:
L'elenco che segue contiene i nominativi delle persone che, avendo consultato integralmente questa tesi, hanno scelto di consigliarla alle persone interessate all'argomento che vi è trattato. Per contattarle, è sufficiente fare clic sul loro nome.

» Constantina Mavrou


La redazione è a tua disposizione dalle ore 9:00 alle ore 18:30 (dal lunedì al venerdì) - tel. 039 6188014 Tesionline Srl P.IVA 01096380116   |   Pubblicità   |   Privacy