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Tesi di Laurea
Una rivista vittoriana inglese: Household Words
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Tesi di Elena Bossi
La tesi si compone di 219 pagine
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Anno: Università: Relatore:
2001-02 Università degli Studi del Piemonte Orientale A.Avogadro Marco Pustianaz
Area: Facoltà: Corso:
Lettere e Filosofia Lingue e Letterature Straniere
Abstract:

La mia tesi si colloca in quel settore di studi recenti che mirano a rivalutare l’importanza dei periodici, in particolare dei periodici indirizzati alle classi medie e medio-basse nell’età vittoriana. Se, invero, l’età vittoriana è stata sempre considerata l’età del romanzo, negli ultimi decenni alcuni studiosi hanno sottolineato l’importanza rivestita in quest’epoca dai periodici non solo per la loro ampia diffusione ma anche perchè essi rappresentano una fonte notevole d’informazioni di tipo culturale.
Household Words era una rivista miscellanea per famiglie economica. Fu pubblicata settimanalmente dal 30 marzo 1850 al 28 maggio 1859. Fu fondata e diretta da Charles Dickens, il quale, reduce da precedenti esperienze editoriali, attraverso essa desiderava mantenere un rapporto costante col pubblico che si era creato grazie ai suoi romanzi e al tempo stesso fornire al lettore comune una lettura morale, quindi contrapposta alla letteratura scadente che circolava all’epoca. La diffusione dell’istruzione elementare in Inghilterra nell’Ottocento infatti, aveva dato origine ad un ampio pubblico di lettori e di conseguenza causato l’ampliamento della produzione di riviste. Nel trattare Household Words ho inserito una parte introduttiva sul contesto del mercato editoriale, del nuovo pubblico e dell’esigenza di creare un lettore non radicale e di sani principi. Nelle intenzioni di Dickens Household Words avrebbe fornire istruzione e intrattenimento a lettori appartenenti a tutte le classi sociali. Il merito principale della rivista risiede nell’aver contribuito enormemente a sfatare il pregiudizio, radicato nelle classi superiori e medie, secondo il quale un prezzo modico era sinonimo di trascuratezza nello stile e di contenuti sediziosi e sensazionalistici.
Lo studio di Household Words è importante per tre motivi principali: per la sua connessione con Dickens (i suoi scritti apparsi sul periodico e la sua attività di direttore di rivista), per i contenuti stessi, di ampia varietà e che riflettono 9 anni d’Inghilterra vittoriana (trattando la Great Exhibition, la produzione di fabbrica, le ferrovie e i problemi sociali in Inghilterra), e infine, i collaboratori (circa 390) che su di essa pubblicavano più o meno assiduamente i loro contributi.
Il mio studio diretto sulla rivista è stato circoscritto ai numeri che vanno dal 28 settembre 1850 al 13 marzo 1852 a causa della difficoltà nel reperire la rivista stessa. Tuttavia questo è un campione significativo in quanto la struttura di base di Household Words non è cambiata nel corso della sua esistenza. Ogni numero della rivista di 24 pagine circa, conteneva 4 o 5 articoli, un saggio, una o due poesie e almeno un racconto.
La rivista constava anche di un supplemento mensile d’informazione, venduto separatamente, e di un supplemento natalizio. Alla fine dell’anno veniva pubblicata in forma di volume, contenente tutti i numeri pubblicati nel corso dell’anno e il supplemento di Natale. Secondo la politica stabilita da Dickens tutto doveva essere scritto in un tono deliberatamente gioioso e vivace combinando tra loro insegnamento e intrattenimento. Ogni cosa, anche banale, doveva essere resa più comica di quanto fosse in realtà e nulla avrebbe dovuto irritare, turbare o annoiare il pubblico. Dickens controllava attentamente i contenuti di Household Words.
La redazione della rivista comprendeva alcuni dei migliori talenti letterari del tempo, ma anche autori tanto ignoti da non apparire in alcuna compilazione bibliografica e pertanto non identificabili. Tra i nomi noti E. Gaskell, E. Barrett Browning, George Meredith, William Wilkie Collins, Harriet Martineau, Eliza Lynn Linton e Hans Christian Andersen. I collaboratori di Household Words apparivano come un insieme eterogeneo in quanto la redazione comprendeva scrittori di ogni età, uomini e donne, individui di ogni estrazione sociale: dagli operai delle fabbriche ai gentiluomini. Anche dal punto di vista culturale le differenze erano notevoli: alcuni erano autodidatti, altri in possesso di titoli accademici, alcuni scrittori e giornalisti di professione, altri esercitavano le professioni più disparate: marinai, medici, militari di carriera, botanici, teologi, ecc..


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