LA TESI DEL GIORNO

La guerra demografica tra Israele e Palestina


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La guerra demografica tra Israele e PalestinaIl conflitto israelo - palestinese è al centro dell'attenzione mondiale da più di sessant'anni. Negli ultimi 15 anni, uno dei territori particolarmente afflitto dagli scontri è la Striscia di Gaza, attualmente governata da Hamas per conto del governo palestinese.
Gli ultimi scontri tra Hamas ed esercito israeliano sono stati innescati dal rapimento e uccisione di tre ragazzi israeliani in Cisgiordania. Il governo israeliano ha accusato Hamas, che ha negato il suo coinvolgimento. Allo scambio di accuse è seguita la vendetta dei coloni israeliani che hanno rapito e ucciso un sedicenne Palestinese. Ai raid aerei israeliani Hamas ha risposto dando il via a lanci di razzi.
L’8 luglio è iniziata l'offensiva israeliana Margine Protettivo che, ad oggi, ha causato 194 morti tra i palestinesi. Il 14 luglio l'Egitto ha proposto una tregua, accettata da Israele ma respinta da Hamas.

La situazione del conflitto israelo - palestinese è stata analizzata dal punto di vista demografico e politico dalla dott.ssa Barbara Pellegrini nella sua tesi. «Gli avvenimenti e la vita quotidiana delle persone che sono nate e vivono all'interno del conflitto giocano un ruolo essenziale nello sviluppo delle due società coinvolte, quella israeliana e quella palestinese. Le variabili demografiche e sociali sono spesso sottovalutate, ma non per questo meno determinanti per la continuazione o per una possibile fine di questa questione: la demografia e la società giocano infatti un ruolo primario nel creare il contesto strategico sul territorio, e quindi le premesse per molti importanti processi decisionali direttamente collegabili alla politica del conflitto. La forza dei numeri è indubbiamente una componente fondamentale nell'intera questione israelo - palestinese; è attraverso i numeri, infatti, che i governi e le rispettive popolazioni combattono, in maniera celata ma continua, questa guerra ideologica.»

«La questione israeliano - palestinese ha le sue radici in profonde differenze ideologiche, culturali, storiche e politiche, ancorate ad antiche radici religiose e culturali e all'antico contenzioso del territorio in questione. […] L'attività di entrambi i movimenti nazionalistici, quello sionista e quello palestinese, fondano l'identità nazionale su premesse non sempre dimostrabili. Entrambi si collocano al centro del conflitto tramite i loro pensieri, azioni, aspirazioni e manipolazioni. […] Il dato fondamentale che manca all'interno di questo complesso scenario di attori e di vedute non sempre reali è quello che lega il conflitto alle persone che lo vivono, ovvero gli arabi e gli ebrei; al di là dei movimenti politici ci si deve comunque chiedere cosa sentano, provino e facciano le persone nate all'interno di questo contenzioso, come parte fondamentale e reale. Il ruolo della demografia a questo riguardo è rilevante; dato il non risolto conflitto, lo studio delle tendenze demografiche cela un sostrato ideologico, culturale, sociale e religioso importantissimo, che rappresenta la quotidianità e il punto di vista delle persone coinvolte. Inoltre, l'influenza della demografia è evidente anche nella politica stessa, attraverso l'influenza che i numeri esercitano sulle forze coinvolte. […] Le variabili demografiche agiscono dunque quotidianamente nell'acuire il conflitto e nel plasmare gli interessi politici, ambientali, socioeconomici e culturali. La sopravvivenza stessa all'interno delle due nazioni e i limiti della sovranità politica saranno fortemente condizionati dalla composizione etnica e religiosa, così come dalla crescita o diminuzione di entrambe le popolazioni.»

«Il sionismo, per necessità di sopravvivenza in una regione particolarmente ostile alla popolazione ebraica, è divenuto non solo un movimento nazionalista ma anche colonizzatore, e ha di conseguenza basato molte delle sue politiche sui numeri, fattore che ho avuto modo di riscontrare anche nei discorsi di diverse personalità di spicco della politica israeliana. In questo contesto, fecondità e immigrazione sono diventati i due modi alternativi per il popolamento della Terra Promessa.
Il nazionalismo palestinese ha come peculiarità quella di diffondere un sentimento di appartenenza e d'identità palestinese che non corrispondono ai confini formali di uno Stato; anch'esso si è fortemente concentrato sulla demografia e sulla forza dei numeri come metodo di sopravvivenza alla crescente politica espansionista sionista.
Ciò che è derivato da queste due politiche è una situazione politico - demografica unica al mondo; dall'analisi dei maggiori indicatori demografici di entrambi i Paesi, infatti, emerge un'apparente mancanza di coerenza fra le misure della fecondità e i maggiori indicatori socio-economici.
Anche operando un confronto con altri Paesi arabi, si nota come la maggior parte di essi abbiano indicatori economici e sociali inferiori a quelli dei Territori Occupati e dello Stato d'Israele ma, allo stesso tempo, i loro tassi di fecondità siano nettamente inferiori rispetto a quelli israeliani e palestinesi.»
L'analisi della dott.ssa Pellegrini evidenzia la peculiare situazione della Striscia di Gaza, un territorio «completamente isolato e senza nessuna possibilità di movimento o di occupazione della popolazione, e dove si registrano dei tassi di fecondità tra i più alti del mondo.»

Concludendo, la dott.ssa Pellegrini afferma che «questa crescita così sostenuta della popolazione pone delle importanti sfide a livello di sostenibilità economica e di risorse nel lungo tempo, oltre che delle evidenti difficoltà nel trovare un'occupazione per la crescente componente giovane di entrambe le società» ed è la prova di una guerra demografica in atto, resta da capire quali saranno i futuri sviluppi.

Fonte dell'immagine: www.formiche.net

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