STUDIARE ALL'ESTERO
Fare un master o un corso di specializzazione all’estero non è solo un’occasione per accrescere il proprio bagaglio culturale e trovare maggiori sbocchi lavorativi: è senza dubbio un’esperienza formativa incredibile.
Prima di scegliere, però, è importante conoscere bene il sistema universitario del paese dove intendiamo studiare, nonché informarsi sulla possibilità di accedere a borse di studio e finanziamenti.

Uno sguardo all’Europa

In Europa i vari istituti di formazione superiore sono piuttosto analoghi, anche se in alcuni paesi (come la Francia) scuole e università hanno un ampio margine di autonomia, sia nell’offerta formativa che nei criteri di ammissione.

In linea generale i paesi aderenti alla Comunità Europea, a partire dal 1999 (anno della prima Dichiarazione di Bologna) hanno deciso di armonizzare i propri sistemi formativi secondari. Ad oggi, i paesi aderenti al cosiddetto Processo di Bologna sono 46, e comprendono – oltre ai membri dell’Unione Europea – anche la Russia, le ex repubbliche sovietiche e i paesi dell’Est Europa.

L'unico paese europeo a non aver adottato la Dichiarazione di Bologna è la Gran Bretagna (con esclusione della Scozia). Il motivo, però, è molto semplice: con la Dichiarazione sono gli altri paesi a seguire il sistema universitario inglese!

Pur mantenendo un ampio margine di discrezionalità, infatti, ogni stato ha adottato il modello “binario”, cioè a due livelli – Bachelor Degree e Master Degree (in Italia abbiamo il 3+2: laurea di primo livello + laurea magistrale o di specializzazione).

Quando si legge Master Degree c’è da stare attenti e non confonderlo con quelli che noi chiamiamo comunemente Master. Con la parola Master, in italiano, ci riferiamo a corsi post laurea organizzati da università o enti privati, mentre secondo la dicitura internazionale, i Master sono corsi universitari post-laurea di primo livello (cioè dopo il Bachelor).


I programmi europei

Il processo di scambio e di cooperazione tra le varie università europee nasce nei primi anni ’80. Già nel 1981, infatti, gli stati dell’Unione si erano impegnati a incoraggiare la mobilità degli studenti, creando una serie di programmi. Il più famoso è senza dubbio l’Erasmus, il quale, a partire dal 1987, ha dato l’opportunità ad un milione e mezzo di giovani di studiare all’estero.

L’agenzia europea che gestisce i fondi comunitari per lo scambio e la cooperazione fra le università è l’EACEA (Education, Audiovisual and Culture Executive Agency), la quale è responsabile di vari programmi:

  • Erasmus Mundus, un programma di cooperazione universitaria con enti e paesi non appartenenti alla Comunità Europea (in particolar modo con l’America Latina e i paesi del terzo mondo);

  • Lifelong Learning Programme (LLP), programmi a sostegno di esperienze sia universitarie che lavorative nei paesi dell’Unione;

  • Programmi di cooperazione bilaterale con Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud;

  • Programma Tempus a sostegno della modernizzazione dell’educazione secondaria nei paesi asiatici, mediterranei e nei Balcani.

La cooperazione tra le università

Nel 2002, dodici università europee si sono consorziate nella Leage of European Research Universities (LERU), con lo scopo di favorire la cooperazione e la ricerca tra i vari istituti. Dal 2006, le università sono venti, tra le quali anche la Statale di Milano.

Nell’ambito della Dichiarazione di Bologna, è stata creata l'Associazione delle Università Europee (EUA, European University Association) il cui compito è tutelare e monitorare le istituzioni universitarie dei 46 paesi aderenti alla Dichiarazione.

Per quanto riguarda la cooperazione Italia-Stati Uniti, dal 1948 il Programma Fulbright (dal nome del suo ideatore, il Senatore americano J. W. Fulbright) favorisce lo scambio di idee e di cultura tra i due paesi. Il programma è finanziato congiuntamente dal Dipartimento di Stato americano e dal Ministero degli Affari Esteri italiano e amministrato dalla Commissione per gli Scambi Culturali fra l'Italia e gli Stati Uniti. Per maggiori informazioni, il sito ufficiale è www.fulbright.it.