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L’occupazione nell’industria italiana dei viaggi e del turismo


si sceglie questa grandezza per vari motivi. Innanzitutto, ci sono motivazioni di carattere statistico e metodologico, perché consente il confronto, l’analisi e la letture aggiornata, poi ci sono motivazioni legate alle caratteristiche produttive dell’industria e motivazioni legate alle politiche per il turismo. Questo sistema di monitoraggio presuppone l’elaborazione di una metodologia di valutazione che approssimi al meglio il numero di addetti nell’industria italiana dei viaggi e del turismo in termini aggregati e settoriali, e che possa essere aggiornata annualmente. Con riferimento al 1990, si va da un minimo di circa 827.000 addetti a un massimo di 1.314.000 addetti, con una crescita rispetto al 1985 del 43.000 3 23.000 unità. Gli addetti nell’Ivt rispetto all’occupazione nazionale varia tra il 3,9% e il 6,2%, impiegando così, per ogni miliardo di lire di beni e servizi acquistati dai turisti, fino a un massimo di 22 occupati, di cui 14 nell’industria in senso stretto e 8 in senso allargato. I 486.800 addetti che nel 1990 quantificano lo scarto tra industria in senso stretto e in senso allargato si concentrano per l’88,2% negli stessi settori a contatto con il turista, contribuendo all’industria allargata attraverso l’attivazione indiretta per il 33%, mentre le attività che in nessun caso vendono ai turisti vi partecipano con una quota pari al 4,4%, con un’incidenza totale del 38% circa. Il 57,3% dell’occupazione è concentrata nel comparto Vitto e alloggio, il 9,5% riguarda i servizi di trasporto, il 2% le agenzie di viaggio e i tour operator; circa l’11,3% i beni connessi al turismo, il 19,7% i servizi connessi al turismo. L’articolazione all’interno di ciascun comparto consente di distinguere i diversi contributi: il peso occupazionale del Vitto e alloggio è la somma di un 30,8% imputabile alle strutture ricettive e di un restante 26,2% legato al vitto e alle ristorazione. Nel comparto dei trasporti hanno rilievo i servizi di trasporto ferroviario con il 6% dell’occupazione diretta e con il 3,3% dei servizi di trasporto su strada. L’11,3% dell’occupazione rilavata nel comparto dei Beni connessi al turismo si distribuisce per il 4,8% negli Alimentari (con voce più significativa per i prodotti agricoli, seguiti da pane, pasta e dolci), per il 2,7% nell’Abbigliamento e calzature e per il 3,8% negli Altri beni (attività di riparazione dei mezzi di trasporto, il 2%, i carburanti, la produzione dell’industria chimica secondaria per i detersivi, le pellicole fotografiche, i profumi, i cosmetici e altri prodotti dell’igiene, poi le attività editoriali, l’artigianato e i souvenir). Tra i servizi connessi al turismo al primo posto si collocano i Servizi del commercio con il 10,9%, seguiti dai Servizi ricreativi e culturali con il 6,4% (teatri, cinema e intrattenimenti vari, stabilimenti balneari, case da gioco, enti sportivi, guide) e dai Servizi postali e telefonici con l’1,8%, mentre nel Credito e assicurazioni non si supera lo 0,2%. Accanto a quelli vendibili, molto importanti i Servizi turistici non vendibili come i musei; rimangono esclusi gli occupati nella Amministrazione pubblica turistica e organismi di promozione che non entra a contatto con il turista. Va evidenziato inoltre il trend positivo nel Vitto e alloggio nel comparto extralberghiero, contrapposta alla dinamica negativa nei Beni connessi al turismo. Se si considera l’Ivt in senso allargato, si modifica dal punto di vista della composizione produttiva, con una riduzione delle concentrazioni nei settori tradizionali, mentre assumono rilievo le attività tipicamente di supporto, mentre alle attività mai a contatto spetta una quota di circa il 4,4%. Gli effetti indiretti più importanti si manifestano nei servizi di credito, nel comparto alimentare e nella produzione di bevande e nei prodotti agricoli, nelle produzioni di oggetti di artigianato e souvenir; più contenuti nelle Agenzie di viaggio e tour operator, nei Servizi turistici non destinabili alla vendita e nel Vitto e alloggio.

Tratto da I CONCETTI CHIAVE DELL'ECONOMIA DEL TURISMO di Elisabetta Pintus
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