Significato letterale e significato figurato:

Questa pagina è tratta da: Fondamenti di psicologia della comunicazione (riassunto) di Chiara Trattenero.

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Significato letterale e significato figurato


Il significato è complesso e numerosi studi hanno proposto una sua articolazione:
 Significato denotativo e significato connotativo
Denotare significa attribuire un significato ovvio (o primario), convenzionale e neutro a una certa parola o espressione, implica l'insieme delle proprietà grazie alle quali gli individui sono riconosciuti come appartenenti a quella categoria semantica. La connotazione è invece il significato associato (o secondario) di una parola o espressione in aggiunta al primario. Es. piccino, bambino, pupo, hanno la stessa denotazione ma connotazione diversa perché pur indicando lo stesso referente evocano emozioni diverse. Abbiamo visto che non è sostenibile assumere la presenza di un significato oggettivo-neutro-condiviso da tutti (es. bianco: vino bianco è giallo, carne bianca è rosa) quindi il significato è una totalità che assume congiuntamente componenti connotative e denotative.
 Oltre il significato letterale
Il significato letterale è il significato linguistico generato dalla combinazione dei significate delle singole parole della frase, è il significato primario della frase alla base delle interpretazioni successive. E' implicito che il significato è indipendente dall'uso delle parole messo in atto dai parlanti, dalla combinazione con i segni non verbali e dal contesto. Mentre il significato figurato comporta il ricorso a modi espressivi che facendo riferimento al significato letterale lo impiegano in modo simbolico e traslato, attribuendovi un significato secondario. Tale distinzione è ripresa da Grice con la logica del linguaggio e la logica della conversazione, la prima utilizza i significati letterali, la seconda si applica alle regole che le persone usano per inferire le regole che le persone usano per inferire quello che l'interlocutore vuole comunicare. Determinare il significato letterale – oggettivo indipendente dal contesto – di una parola/frase è impossibile sul piano comunicativo infatti ogni enunciato offre delle opportunità che l'interlocutore deve scegliere, individuare tale significato è già il risultato di un'operazione selettiva dell'interpretazione (es. gatto sul tappeto → non è tappeto volante). La valutazione di entrambe le forme di significato è immediata.
Il significato metaforico
I modelli per spiegare la metafora sono:
Modello semantico. La metafora è un'anomalia semantica, c0è un errore denotativo perché non può affermare quello che afferma direttamente, occorre correggere con una parafrasi letterale e poi con la sostituzione.
Modello della comparazione. Risale ad Aristotele, la metafora è un confronto indiretto e implicito dove si asserisce che il primo termine (topic) ha una certa somiglianza con il secondo (vehicle) sulla base della condivisione di determinate proprietà (ground), compare indirettamente sue termini dissimili (es. il rame è come lo stagno è un paragone non una metafora). Tale modello non spiega l'irreversibilità della metafora (non si può dire la prigione è un lavoro ma solo il lavoro è una prigione).
Modello dell'attribuzione di proprietà. Le metafore sono comprese direttamente perché al primo termine (topic) sono attribuite proprietà della categoria del secondo (vehicle). Si include il topic in una categoria attributiva (gamma di proprietà) attraverso il processo X è un Y es. il mio avvocato è uno squalo. Spiega l'irreversibilità grazie al processo di inclusione.
CONCLUSIONI
Allo stesso tempo il significato è dotato di prevedibilità (stabilità) e imprevedibilità (innovazione), questo implica un costante lavoro di verifica della comprensione perché anche se vi sono aspetti automatici si lasciano margini di implicito. Occorre pensare a dei modelli intermedi senza imbrigliare in griglie universali e oggettive il significato e non frammentarsi sul contingente, lo studio di flessibilità e stabilità di significato tenta di far questo.
Se si intende la conoscenza come “trasmissione di informazione”, il formatore deve far arrivare l’informazione a chi apprende il più possibile “intatta”, senza distorsioni, come vuole il modello ingegneristico della comunicazione, adatto per i ponti radio. Nella comunicazione umana questo criterio di validità della comunicazione è però impossibile ed indesiderabile. E’ impossibile perchè attori sociali differenti non possono avere sistemi cognitivi identici, dal momento che operano in corpi, famiglie, contesti sociali e culturali differenti.
Nel modello della costruzione del significato, il significato:
è intrinsecamente sociale, cioè include gli altri come co-autori.
una persona che conversa si presenta agli altri in un certo modo,
invita gli altri a prendere parte attiva nella sua costruzione
Gli altri = non sono semplici “riceventi” di un’informazione, “destinatari” di un messaggio, “ascoltatori” più o meno passivi ma sono corresponsabili del significato che viene di volta in volta assegnato alle situazioni.
Un parlante ri-orienta una frase:
a seconda di chi tra i partecipanti gli presta attenzione in quel momenti.
gli ascoltatori, ufficialmente inclusi nella conversazione (parlanti “ratificati”) o “non ratificati” (le persone che in autobus non possono fare a meno di ascoltare una lite tra due innamorati). Gli ascoltatori giocano un ruolo attivo nella conversazione, sia attraverso i loro interventi sia attraverso le loro risposte paralinguistiche, mimiche e gestuali alle affermazioni del parlante
 Intenzione e comunicazione

di Chiara Trattenero