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Il colloquio diagnostico


Il colloquio diagnostico avviene tra uno psicologo e una persona e si propone progettualità specifiche come:
1-Attenzione alla problematica psicologica che ha portato alla consultazione;
2-Attenzione al paziente nella sua complessità, come portatore di una sofferenza;
3-Consapevolezza che uno o più colloqui diagnostici dovrebbero portare alla possibilità di formulare delle ipotesi su un quadro di personalità;
4-Interesse per un profilo complessivo (mettere in relazione il sintomo con le istanze di personalità);
5-Consapevolezza che una fase di approfondimento diagnostico implica che il soggetto più o meno implicitamente chiede un certo sollievo da un disagio.
Il primo incontro è importante perché il soggetto racconti come è arrivato dallo psicologo e ciò consentirà di attribuire dei significati motivazionali alla sua richiesta. Le possibilità son due: A)Paziente motivato, consapevole di un disagio e desideroso di affrontare il suo malessere; b)Paziente che arriva perché sollecitato o accompagnato da altri.
Importante è che un profilo iniziale, proposto al termine della prima consultazione psicologica del soggetto, serve per formulare un’ipotesi sulla sua organizzazione mentale e sull’intervento più appropriato da adottare.

Tratto da IL COLLOQUIO COME STRUMENTO PSICOLOGICO di Carla Callioni
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