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L'arte mimica del genere comico


Il comico, essendo prevalentemente enfatizzazione dell’arte mimica, difficilmente si adatta al sonoro.
Buster Keaton scompare dagli schermi nel 1933; Chaplin, fedele al muto, realizza due bizzarri film: Le luci della città, nel 1931,  e Tempi moderni, nel 1936.
Nel frattempo si fanno avanti i fratelli Marx: Chico, Harpo, Zeppo e Groucho. Dopo una intensa esperienza teatrale, assieme al quinti fratello Gummo, che li fa conoscere al grande pubblico per la loro comicità dell’assurdo basata sull’improvvisazione, debuttano al cinema nel 1932 con Noci di cocco, che adatta un loro successo teatrale a Broadway.
Seguono numerosi capolavori, tutti prodotti dalla Paramount, ma con scarso successo di pubblico.
La MGM, con Irvin Thalberg,  li assume (senza Zeppo che si è ritirato da tempo) e li rende popolari con film come A day at Opera, A day at the races, A night at Casablanca, ma li rende spenti, umiliandone le potenzialità e riducendoli a semplici guitti dello schermo.
Negli anni ’30 nasce anche il mito di Stanlio e Ollio, i famosissimi Stan Laurel e Oliver Hardy, che fino alla fine degli anni ’30 raccoglieranno enormi successi, diretti da Hal Roach. La coppia si scioglierà alla fine degli anni ’30.

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