Differenza tra fiaba e favola:

Questa pagina è tratta da: Antropologia Culturale (appunto) di Selma Aslaoui.

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Differenza tra fiaba e favola

Fiaba ,favola: nella favola si attribuiscono agli animali dei pensieri umani, invece nella fiaba prevale l’aspetto magico e avvengono delle trasformazioni, non è solo per i bambini ma anche per adulti e riflettono le pulsioni del mondo reale. La fiaba è proiettata verso la conoscenza del mondo dell’aldilà, si va al di fuori della realtà per conoscerla immaginandola = è un viaggio di conoscenza.
Le fiabe hanno origini dal neolitico = momento di formazione della tradizione legata alla terra. Con la fiaba vengono trasmessi valori durante il periodo dell’adolescenza con il passaggio allo stato adulto = RITUALITA’.
Nella cultura orale il passaggio è un inizio ed una fine = situazione di liminarità ambivalente, è pericolosa perché non definita. C’è più ritualità per il bisogno  di armonizzazione del gruppo, ci si deve trovare in sintonia con i cambiamenti stagionali.
INIZIAZIONE : è la struttura comune a tutte le fiabe (Propp, morfologia della fiaba) che derivano tutte dal mito che a sua volta deriva dal rito. L’iniziazione è il passaggio dallo stato infantile allo stato adulto.
Fiaba e mito possono coesistere secondo e Levi – Strauss ci sono fatti collegati con il rito di iniziazione.
Nella fiaba esistono tutti gli elementi della cultura che l’ha prodotta, è il principale dei valori culturali con un metodo piacevole e rilassante.
La conclusione di tutte le fiabe è il matrimonio => rito.
La tradizione orale è relativa alla cultura agropastorale che è il modello culturale che costituisce il modello di riferimento di molte culture.
A vantaggio della globalizzazione si è fatto sparire ogni processo identitario, tutto ciò che formava l’identità.
Tutta l’antropologia culturale è nata dallo studio delle tradizioni popolari che si possono definire agropastorali, la cultura urbana è diversa dalla cultura contadina con una sorta di interscambio.
Il principale mezzo di comunicazione della cultura agropastorale è l’oralità e il racconto.
di Selma Aslaoui