Caratteristiche della narrazione nella fiction televisiva:

Questa pagina è tratta da: La fiction televisiva (riassunto) di Anna Carla Russo.

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Caratteristiche della narrazione nella fiction televisiva


La narrazione è da sempre un elemento centrale nello sviluppo della cultura, per la trasmissione dei valori condivisi e per la definizione degli spazi sociali.
La narrazione ha da sempre costituito il fulcro per lo sviluppo della conoscenza. La metafora narrativa è emersa in diversi campi scientifici. Come dice Barthes la narrazione è presente in ogni forma di testo.
La narrazione assume quindi un ruolo preciso nella costruzione della società e dell’individuo e affonda le sue radici nei miti e nelle leggende. 
Queste interpretazione mitica della fiction è il fulcro di un contributo di Dupont, storica, che espola “omero e Dallas” alla ricerca di convergenze con il sociale. 
Sia l’epopea che il serial sono accomunati da moduli precostruiti.
Propp individuò un meccanismo nell’analisi delle fiabe popolari russe, isolò le variabili costanti nelle narrazioni. Il legame della fiction con la tradizione orale viene confermato dall’adozione nelle scuole di sceneggiatura di un testo dello stesso Propp dove sono indicati gli elementi fondamentali per realizzare una storia di successo.
Nelle soap opere americane si riconoscono le caratteristiche della dizione formulare nella ritualità degli eventi narrati, nel loro continuo ripetersi identici nei personaggi che mantengono inalterate le proprie prerogative. Ad esempio l’asse portante di “beautiful” è il rapporto tra Ridge e Brooke che si sono sposati ben 4 volte : la sequenza del matrimonio rappresenta uno dei cardini della dizione della realtà americana.
Le soap di matrice anglosassone hanno caratteristiche diverse nella trattazione dei personaggi e della storia. Le conclusioni cui giunge Dupont non sono quindi universali. 
La fiction concentra su di se la maggior parte degli investimenti economici delle emittenti. I canali satellitari offrono ad es soprattutto titoli esteri; le reti nazionali puntano sulla fiction domestica. 
La differenza tra l’offerta satellitare e quella generalista gioca sulla produzione e trasmissione di fiction nazionale. La fiction per il suo rapporto diretto con il pubblico, si candida a ricoprire il ruolo di “core business” delle emittenti generaliste. Sono diverse le ragioni che rendono questo genere tra i più graditi.
La narrazione fornisce materiale per comprendere a cultura e la società. Gli studi sociologici sottolineano come la funzione delle narrative non è solo di intrattenimento ma anche restituire al pubblico le aspettative della società in cui vive. 
Milly Buonanno dice che le narrazioni televisive parlano a noi e di noi. Rispondono ad un bisogno universale di ascoltare storie, all’incredulità e lo fanno trattando temi fondamentali, sentimenti comuni.
Il successo di una fiction è legato alle capacità di incontrare le aspettative del pubblico.
La fiction quindi non va considerata come specchio della realtà ma come espressione di significati condivisi.
È per questo che gli studiosi la definiscono “narrativa del consenso” esprime il punto di vista della comunità
Ed è per questo che alcuni esempi rientrano tardivamente rispetto ad altri (es le famiglie allargate -> un medico in famiglia).
Uno dei fattori più importanti è la riconoscibilità, con i valori e i sentimenti. L’identificazione scatta in automatico di fronte a storie, questi meccanismi funzionano anche con prodotti non domestici. 
L’appuntamento quotidiano con la stessa storia con gli stessi personaggi risponde ad un bisogno di rassicurazione che esprimiamo sin dall’infanzia. 
La serialità ha una funzione rassicurante e consolatoria. Nel caso della fiction la ripetizione di schemi noti comporta un senso di gratificazione: lo spettatore sa come può evolvere la storia.
Rassicurazione e auto gratificazione sono le componenti per spiegare il legame tra serialità e audience.
Questo rapporto verte anche sulla curiosità di vedere ogni episodio come si differenzierà. 
La ripetitività non è esclusiva della tv come evidenzia Colombo sono diversi tipi di ripetizione come il sequel (es rocky) ai remake alla saga fino alle citazione e alle parodie.
La serialità è un elemento fondante è il caso di Harry potter, delle trilogie come i pirati dei caraibi, in cui i sequel sono parte integrante della strategia narrativa e non dettati dal successo o meno.
La tv stessa ricopre una funzione rassicurante. L’ordine è necessario per far fronte ai disordini che provengono dal mondo. La tv con i palinsesti, i temi strutturati genera ordine.
La gente ha bisogno di questi rapporti di fiducia e continuità per non perdere il senso di appartenenza ad una comunità.
La fiction ha quindi una doppia valenza: in quanto narrazione esaudisce il desiderio di consolazione e protezione dagli imprevisti in più si inserisce in un contesto (televisivo) che ci mette in una dimensione comunitaria basata sulla sicurezza della condivisione di un mezzo di comunicazione e della sua programmazione uguale per tutti. 
La tv offre una comune accessibilità, con l’introduzione dell’offerta satellitare e con il digitale i canali sono moltiplicati, stiamo però contribuendo a creare una disparità nel pubblico in base alla disponibilità economica o tecnologica. Insieme alla diffusione del video on demand o del pay per view si è permesso ad ognuno di costruire il proprio palinsesto. 
La programmazione tv è strutturata sulla narrazione di storie dal talk show al reality: lo schermo è popolato da gente normale che racconta le proprie storie. Un primo passaggio verso questo processo si è avuto con la “tv Verità” introdotta da Guglielmi (direttore di rai 3) alla fine degli anni 80, nascono chi l’ha visto, un giorno in pretura; sulla concorrenza nacque forum. 
Padroni di casa sono il grande fratello, maurizio costanzo show. Altri programmi, classificabili come talk, appartengono alla categoria dei reality classici: da i fatti vostri a uomini e donne a c’è posta per te programmi diversi ma tutti attraversati dalla presunzione di realtà.
Il grande fratello è l’esempio di reality avanzato, la tv osserva la realtà 24h su 24. Segue il reality estremo in cui la tv si adatta alla vita del protagonista (in italia non ha avuto successo) come “Il protagonista”. Si arriva al docu reality solitamente dedicati ai vip.
Tutti questi programmi sono definiti come opere di narrativa create per la tv come la fiction. Le analogie non mancano: nella fiction vi sono situazioni create da sceneggiatori recitate da attori, nei reality esiste un narratore (presentatore) che introduce personaggi ed episodi. 
Inoltre le fasi produttive e realizzative dei reality: dal casting al ruolo degli autori alla presenza di un obiettivo comune. 
Un programma che esprime al meglio la componente narrativa è Uomini e donne, si presta alla definizione di Reality Soap. Il programma si basa su un corteggiamento a favore della telecamera, sul trono siedono ragazzi e ragazze in cerca di un compagno/a. il grande successo del programma trasforma i tronisti in personaggi tv. Si creano forme di divismo. Il parallelo con le soap diventa inevitabile, in uomini e donne però i protagonisti ruotano ma c’è comunque una struttura narrativa immutabile.
Tale fenomeno lo ritroviamo anche nei quiz show, meno impersonali.
di Anna Carla Russo