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Sibilla Aleramo. Matrimonio, emancipazione, Mozzoni e Schiff



Nel 1893, 21 gennaio, non ancora diciassettenne, sposa Ulderico Pierangeli, un impiegato della fabbrica paterna, che l’ aveva violentata.
Il matrimonio, dal quale nasce il figlio Walter (3 aprile 1895) , dura fino al 1902.
E’ poco dopo la nascita del figlio che nasce l’ idea del romanzo da scrivere – situazione particolare, vuol celebrare anche la sua nascita alla scrittura.

Contatti culturali e prime esperienze di emancipazione
Ne parla a Giuseppina Tavola , la sua maestra delle elementari a Milano, amica e confidente per  dieci anni ( sì buona maestra, per un antico indistruttibile bisogno di tutta la mia anima…agognerei di poter espandere tutto quel che mi ribolle nel cuore)
E’ incerta; sa di non avere una grande cultura, ma sente la scrittura come una salvezza, un balsamo forte. Chiede consiglio alla maestra come a una madre ( la madre non c’è; la maestra la consiglia, non vuole che lei diventi una di quelle donne eccentriche a dio dispiacenti e ai nemici suoi…; anche la maestra scrive; sibilla quasi ponendosi alla pari la esorta a pubblicare..).
Nel 1898 avviene l’ incontro con Alessandrina Ravizza (1846 – 1915) _Alessandrina Ravizza, filantropa, appartiene alla generazione femminile postrisorgimentale., come Anna Maria Mozzoni ( 1837-1920 )Durante il Risorgimento le donne si erano impegnate generosamente nella sfera pubblica (  Adelaide Cairoli (1806-1871 ), Jessie White Mario (1832 – 1906), Cristina Trivulzio di Belgioioso (1808 – 1871) ; Laura Solera Mantegazza (1813 – 1872), patriota mazziniana e garibaldina,fonda nel 1850 il ricovero per bambini lattanti o slattati e poi l’ Associazione generale di mutuo soccorso per le operaie di Milano). Dopo il risorgimento era tornato sconveniente per le borghesi uscire di casa. C’è un riflusso. E allora le più emancipazioniste ( femministe era considerata un’ espressione spregiativa) si danno alla filantropia e così fa la Ravizza
L’Aleramo nel 98 è più avanti. S’interroga sulla propria interiorità (chi sono, chi voglio essere, che uso fare dei propri pensieri. “ Non osiamo dir forte quello che ci agita per timore che il ridicolo ricadrebbe su di noi”- scritto senza data, inizio 98. Vuole parlare alle giovani, alle ragazze ( noi abbiamo una parola che rugge, femminismo; e questa è la tortura grande, quella di non poter dirla questa parola –manoscritto del? Intorno al 98)
Sempre in questo periodo in “Una lettera ad un mio ottimo amico” sottolinea la difficoltà di farsi ascoltare dagli uomini e di far loro capire che lavorare ed essere economicamente indipendenti non è una necessità per le povere o un capriccio per le non povere, ma una necessità per tutte
Il 24 febbraio 1898 scrive a Paolina Schiff, una delle dirigenti emancipazioniste di maggior spicco ( Paolina Schiff ( 1841 - 1926) di orientamento radicale,  è autrice, insieme ad Anna Maria Mozzoni della petizione al parlamento italiano del 1861 in difesa dei diritti civili e politici delle donne e una delle fondatrici nel 1881 della Lega per gli interessi femminili;  è pacifista e suffragista)

Tratto da NOTA BIOGRAFICA SU SIBILLA ALERAMO di Loredana Rossi
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