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Attanti e attori


Il significato del personaggio si costruisce per ripetizione e accumulo di indizi, a volte però i tratti di un personaggio possono essere contradditori ed entrare in conflitto tra loro al punto da annullarsi. Altre volte, i tratti distintivi di un personaggio si trasferiscono su un altro: questa migrazione di significati avviene in un livello di strutturazione molto profondo, che preesiste al personaggio stesso, formato da predicati nominali (qualità) o verbali (azioni) attorno ai quali gravitano i tratti semantici elementari del personaggio. Questo modello è rappresentato dal QUADRATO SEMIOTICO: ancor prima che il senso di un testo si compia, i suoi  tratti fondamentali sono ordinabili attraverso le relazioni base della logica
• Contrarietà: un tratto ha un senso opposto a quello di un altro tratto
• Contraddizione: il senso di un tratto nega quello di un altro tratto
• Implicazione: il senso di un tratto presuppone il senso di un altro tratto

Le istanze profonde del significato diventano tali solo quando si pongono le relazioni del quadrato semiotico (relazione di contrarietà, di contraddizione, di implicazione) come operazioni del fare umano: l’avaro deve poter esercitare la propria avarizia, il prodigo la propria prodigalità. Secondo Greimas le modalità del fare sono tre: VOLERE, SAPERE, POTERE. L’avaro vuole accumulare beni, sa che quei beni sono l’oggetto della propria avarizia, trova e accumula (potere) i beni da solo o con l’aiuto/opposizione di altri.
Ogni modalità del fare istituisce un asse di investimento semantico
a) l’asse del volere sviluppa l’investimento semantico del desiderio
b) sull’asse del sapere avviene l’investimento semantico della comunicazione
c) nell’asse del potere si sviluppano relazioni in grado di favorire o intralciare gli investimenti della comunicazione e del desiderio

su ogni asse nasce una di ruoli astratti complementari, chiamate ATTANTI, destinatore-aiutante, oggetto-soggetto, destinatario-oppositore: su questi elementi si basa la grammatica narrativa, da cui si passa all’enunciato narrativo → gli attanti diventano attori, cioè personaggi come insieme di indizi e funzioni. Passando dal livello degli attanti a quello degli attori, il senso di un discorso narrativo può dar vita a diversi fenomeni
a) isomorfismo: ad un attante corrisponde un solo attore
b) demoltiplicazione: a un attante corrispondono più attori
c) sincretismo: un solo attore corrisponde a più attanti

Tratto da IL TESTO NARRATIVO di Priscilla Cavalieri
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