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Fare teatro in università: esperienza pedagogica


Il corpo rappresenta senza dubbio la prima scena di ogni vicenda educativa, ma perché ci sia incontro fra il corpo di chi forma e di chi è formato, il corpo del formatore deve farsi “teatro”, attivare una qualità della presenza speciale.
Il teatro non è certo l’unica forma di esperienza che sottolinea la necessità di una qualità della presenza nella relazione, ma è senza dubbio quella che metaforicamente riesce a illuminare aspetti strutturali della situazione educativa, altrimenti sottovalutati o considerati secondari.
A questo seguono tre obiettivi principali di questa pratica. Il primo permette a ogni studente di sperimentare su di sé gli effetti di una proposta specifica e, in questo modo, di apprendere una metodologia dell’educazione e della formazione che intreccia l’esperienza teatrale con quella direttamente formati- va di livello accademico. Il secondo obiettivo riguarda l’approfondimento “culturale” di tematiche di stretta attinenza pedagogica, che vengono sollevate dall’interpretazione, verbale e non verbale, di un testo che ha specifiche caratteristiche.
Il terzo obiettivo ha un significato più ellittico e più professionalizzante. Ogni partecipante ha modo di osservare e sperimentare le normali dinamiche di lavoro che caratterizzano quei piccoli gruppi” speciali” nei quali si troverà a operare una volta uscito dal percorso universitario.

Tratto da I LABORATORI DEL CORPO di Anna Bosetti
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