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L'avvicinamento al postmoderno di Calvino

Nell'articolo Il romanzo come spettacolo (1970) questa posizione è già superata. Approdato alla semiologia, ha sposato l'idea che l'universo linguistico abbia soppiantato e sostituito la realtà, e concepisce il romanzo come un meccanismo chiuso in sè, che gioca artificialmente con le combinazioni possibili delle parole, senza rimandare più a un esterno da riprodurre.

Nel corso degli anni Settanta la sfida al labirinto risulta ormai perduta, come dimostra l'Appendice a Una pietra sopra (1980), in cui Calvino fa un bilancio della propria ricerca artistica prendendo le distanze dalla fiducia del passato. Calvino non nasconde la sproporzione tra "la complessità del mondo e i miei mezzi d'interpretazione". La frase "non darò più fiato alle trombe", di uno scritto del 1965, ora mi sembra che possa servire a definire una tappa del mio percorso".

Calvino si avvicina qui al Postmoderno. I suoi temi sono: la sostituzione delle parole alle cose, a causa dell'onnipervasività del linguaggio; il motivo del labirinto e della complessità; il nichilismo vissuto senza drammi; la tendenza al gioco e all'ironia; la riscrittura; l'esaltazione della leggerezza.

Tratto da LA SCRITTURA E L'INTERPRETAZIONE II di Domenico Valenza
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Dettagli appunto:

  • Autore: Domenico Valenza
  • Università: Università degli Studi di Catania
  • Facoltà: Lettere e Filosofia
  • Corso: Lettere
  • Esame: Letteratura italiana
  • Titolo del libro: La scrittura e l'interpretazione: storia e antologia della letteratura italiana nel quadro della civilta europea, Volume 6
  • Autore del libro: Luperini Romano, Cataldi Pietro, Marchiani Lidia
  • Editore: Palumbo, Palermo
  • Anno pubblicazione: 1998

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