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L’asilo aportiano

Aporti si trova ad operare in un momento storico contrassegnato dal fiorire di iniziative a favore dell’istruzione e dell’educazione dei fanciulli. Egli ha posto nelle Sale d’asilo una sconosciuta potenza che accrescerà quella dell’ammaestramento primario. Aporti vede infatti nell’asilo non solo una forma di assistenza dovuta all’infanzia ma anche un’opera di prevenzione sociale e di prima educazione delle facoltà dei fanciulli, specialmente di quelli appartenenti alle classi sociali più povere che rischiano di non accedere in seguito ad ulteriori istituzioni scolastiche. L’asilo diviene quindi scuola dell’infanzia collegata alla scuola elementare: si dota di metodi, preparazione degli insegnanti, curricolo.
Il curricolo educativo → Aporti denuncia con vigore gli errori e le incongruenze che caratterizzano i luoghi di custodia infantile dei suoi tempi: i fanciulli ad esempio devono stare immobili e respirare aria malsana ed il personale è spesso privo di una preparazione pedagogica.
Aporti propugna lo sviluppo armonico e graduale della personalità infantile come sintesi di educazione ed istruzione. I tre aspetti in cui si articola questo percorso sono =
Fisico
Intellettuale
morale-religioso
A partire da questi traccia una metodologia e un programma per trasformare le Sale d’asilo da semplici luoghi di custodia ad autentiche scuole.

Tratto da CULTURA PEDAGOGICA - LA STORIA di Selma Aslaoui
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