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Atene

Anche Atene fu un antica rocca micenea; la leggenda vuole che a fondarla unificando i dodici villaggi in una sola città fosse stato Teseo, l’eroe uccisore del Minotauro. Nel 1200, quando le orde doriche discesero in Grecia, l’Attica fu una delle pochissime regioni a riuscire ad opporsi a loro con successo: secondo la tradizione l’ultimo re di Atene, Creso, sacrificò la sua vita per salvare le sorti della battaglia. Alla sua morte gli ateniesi ritennero che non vi fossero uomini degni di potergli succedere e trasformarono l’istituto monarchico in una magistratura elettiva (arconte basileus).
Fu la vittoria in questa battaglia a segnare il distacco di Atene da Sparta: i Dori non presero possesso dell’Attica e non trasmisero ad essa la propria cultura militare. Ad Atene la popolazione rimase quella originaria (pelagico-achea), e le uniche divisioni furono quelle sociali: aristocrazia/demos e uomini liberi/schiavi. L’altro distacco derivò invece, come già si accennava all’inizi, dalla geografia: Sparta era lontana da mare, mentre Atene, circondata solo da un piccolo contado poco fertile, era letteralmente proiettata sul mare. In entrambe le città la rivoluzione agricola del VIII rappresentò un evento dirompente, ma mentre a Sparta, per tutte le ragioni che sono state spiegate, essa si tradusse in un espansionismo terrestre ed in una militarizzazione dell’elite dominate senza alcuna apertura alle atre componenti della popolazione, ad Atene l’aumento demografico e l’introduzione della tattica oplitica, produssero un espansione coloniale e commerciale, e la perdita del monopolio del potere da parte dell’aristocrazia. Due evoluzioni del tutto diverse, che avrebbero però segnato entrambe un successo: Atene infatti divenne sul mare quella potenza invincibile che Sparta era sulla terra. 

Tratto da STORIA DELLA GRECIA ANTICA di Lorenzo Possamai
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