Il pensiero educativo di Frobel:

Questa pagina è tratta da: Storia della pedagogia (riassunto) di Gherardo Fabretti.

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Il pensiero educativo di Frobel


- La concezione dell'infanzia

Frobel muove da un presupposto religioso che vede Dio immanentisticamente presente e coincidente con la natura, ma anche ad essa trascendente come sua unità e centro motore. In base a tale presupposto la natura è sempre buona e lo è in quanto partecipe dell'opera divina, e lo è in modo più netto laddove si sottrae alle manifestazioni della società, dove è più genuina e spontanea, come nel bambino. Se nell'infanzia è depositata la voce di Dio, l'educazione deve solo lasciarla sviluppare. Nel bambino bisogna dunque potenziare la sua capacità creativa, la sua volontà di immergersi nel mondo – natura. Così l'attività specifica del bambino è il gioco, il più alto grado dello sviluppo umano. Il gioco è una attività seria, e se poco a poco gli subentra il lavoro, esso ha comunque profonde attinenze col gioco e deve trovare spazio nella scuola. Per Fröbel l'importanza del gioco era fondamentale, tale da ritenersi un diritto dell'infanzia. Il gioco è per il bambino l'equivalente del lavoro per l'adulto. Attraverso il gioco si sviluppano il linguaggio, l'attività logico-matematica, la produttività, il disegno.Dunque l'educatore, può scoprire gli interessi di ciascun bambino e disciplinarne, senza costrizione, l'attività dirigendola verso i fini che ritiene più opportuni.

- L'organizzazione dei giardini d'infanzia

Nel giardino è l'intuizione delle cose ciò che è messo al centro dell'attività. È il gioco a predominare. Nei Kindergarten ad educare i bambini sono le maestre dette "giardiniere": nel credo filosofico del pedagogista, il quale credeva nell'assolutezza della Natura come Dio, il fanciullo era come una pianta e le maestre giardiniere dovevano prendersi cura di lui e farlo ben crescere. Nei Kindergarten l'attività era prettamente ludica anche se filosoficamente strutturata. Infatti il materiale usato dalle maestre "giardiniere" era studiato secondo la cultura filosofica dell' idealismo di Friedrich Schelling .

- La didattica per la prima infanzia

Importante fu anche l'idea dei doni. I doni sono una serie di giochi presentati metodicamente al bambino con un determinato ordinato:il primo è la palla che, come simbolo dell'infinito, rappresenta l'unita e, se unita ad altre simili, la molteplicità. Per mezzo di essa il bambino esercita la mano,le dita,il braccio e l'occhio.
Il secondo consiste in un cubo e in un cilindro. Attraverso di essi il bambino impara a riconoscere i contrasti:la sfera come unità e movimento contrapposta al cubo come molteplicità e riposo; impara a conciliarli:il cilindro come sintesi di sfera e cubo.
Il terzo dono è costituito da un cubo suddiviso in otto cubetti e serve a far acquisire il rapporto tra le parti e il tutto, e un cubo diviso in 27 cubetti. Questi doni attuano una progressione nella conoscenza del reale che dall'unità passa alla molteplicità arricchendo l'abilità manuale del bambino nelle sue attività creative.

di Gherardo Fabretti