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Autore, Narratore, Lettore


Il narratore quindi non deve essere confuso con l’autore. Nel caso della pseudonimia, a questa differenziazione se ne aggiunge una terza: l’autore e l’uomo (persona fisica) diventano due entità distinte (italo Svevo è pseudonimo di Ettore Schmitz).
Un autore lascia tracce nel suo testo narrativo? Nel caso de “la coscienza di Zeno” la non discriminazione tra menzogna e verità è una chiara pista autoriale che invita il lettore a chiedersi chi dei due mente, se Zeno o il dottor S, a cercare più piste interpretative. Come possiamo chiamare questa proiezione dell’autore? Chi scrive, l’autore reale lascia sempre nel testo la sua impronta sottoforma di autore implicito. L’autore implicito non va cmq confuso con il narratore ma è colui che ha inventato il narratore e ha disposto i fatti in un certo modo; l’autore implicito è privo di parola. Quando il narratore invece, parlando, si rivela inattendibile palesa un conflitto con l’autore implicito che gli nega la qualità che finge di possedere.
Specularmente opposto all’autore implicito c’è il lettore implicito che è quindi in grado di procedere alla decodificazione del messaggio dell’autore implicito.

Tratto da IL TESTO NARRATIVO di Priscilla Cavalieri
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