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Inquadramento diagnostico delle psicosi schizofreniche

Inquadramento diagnostico delle psicosi schizofreniche


Due sono i criteri fondamentali che devono guidare il clinico nella formulazione di una diagnosi di schizofrenia: quello psicopatologico e quello nosodromico.
Il primo dei due criteri si basa sulla ricerca nel paziente dei sintomi dotati di una certa dose di tipicità schizofrenica. Il secondo attribuisce maggiore importanza alle caratteristiche del decorso e degli esiti.
Il rilievo, nel paziente in esame, di disturbi con elevato carattere di tipicità schizofrenica, a coscienza lucida, rende assai probabile la diagnosi di schizofrenia. Per giungere alla certezza diagnostica, è necessario escludere l’esistenza nel paziente di una di quelle condizioni mediche che possono manifestarsi con quadri di tipo schizofrenico.
Caratteristica peculiare della forma tipica o nucleare di schizofrenia è la coesistenza di sintomi sia positivi che negativi e la loro persistenza nel tempo, sia pure in forma attenuata, per almeno 6 mesi. Questa condizione si associa tipicamente a mancata disfunzione sociale o lavorativa.

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