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L’educazione intellettuale, morale e fisica secondo Spencer

L’educazione intellettuale
Spencer affermava che “nell’educazione bisogna procedere dal semplice al complesso” e progredire “dall’omogeneo all’eterogeneo”. Collegata a questo è l’affermazione “le nostre lezioni devono partire dal concreto e finire nell’astratto..il cervello raggiunge la sua maturità e le sue funzioni acquistano precisione soltanto di mano in mano che la sua struttura va completandosi”.
Per quanto concerne le linee educative generali, Spencer ritiene che la divergenza dei metodi del suo tempo sia dovuta solo alla mancanza di un metodo scientifico in grado di liquidare una volta per tutte le controversie. Egli indica in un’istruzione basata sui sensi e sull’esperienza, sul pestalozziano metodo intuitivo, i primi cardine della formazione intellettuale, che deve progredire con il progredire della mente dell’allievo. C’è un grande interesse nei confronti dell’alunno ai fini dell’apprendimento; poiché l’umanità ha imparato istruendosi anche il bambino dovrebbe seguire lo stesso percorso. Bisogna incoraggiare al massimo grado l’autonomia dell’esperienza.

L’educazione morale
Anche l’educazione morale si ispira al principio dell’utilità: essa mira a formare un complesso di abitudini per il massimo grado di benessere individuale e sociale.
Spencer riprende il tema delle sanzioni naturali, per cui quando un bambino ad esempio sbatte la testa si ricorda del dolore e sarà in futuro più cauto e più disciplinato.
Egli ritiene quindi che anche l’educatore dovrebbe adottare a sua volta il metodo delle conseguenze naturali, limitando il suo intervento a quei casi in cui le conseguenze naturali effettive sarebbero troppo onerose per l’allievo e comunque caratterizzando l’intervento come risposta naturale all’azione del fanciullo. L’obbiettivo è quello di formare un individuo che sappia guidarsi da sé. L’evoluzione del bambino ha i suoi ritmi, per questo l’educatore deve educare se stesso ad intervenire solo quando è opportuno e a non pretendere di accelerare le tappe.
L’individuo deve essere libero di estrinsecare le proprie potenzialità senza essere sottoposto ad un’autorità troppo coercitiva; il progresso di una società si misura dalla capacità dei suoi componenti di collaborare e cooperare per la realizzazione della loro libertà.

L’educazione fisica
Nell’educazione dei fanciulli bisogna adoperarsi costantemente per porli in grado di affrontare non solo intellettualmente, ma anche fisicamente, le difficoltà che la vita propone loro. Spencer non propugna un ritorno ad un’educazione di tipo spartano, ma qualcosa di più simile all’”indurimento” di Locke, sottolineando come nella vita sia indispensabile essere predisposti a fronteggiare con la dovuta capacità ed energia i numerosi momenti difficili. Egli si augura che giunga il giorno in cui l’uomo possa curare tanto la mente quanto il corpo, al fine di portare a compimento la propria “moralità fisica”; servono migliori norme igieniche ed alimentari, ma soprattutto l’attività spontanea ed il gioco, che egli vede come un vero e proprio “esercizio alla vita”.

Tratto da CULTURA PEDAGOGICA - LA STORIA di Selma Aslaoui
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