La scuola musicale nazionale russa dell'800:

Questa pagina è tratta da: Storia della musica (riassunto) di Gherardo Fabretti.

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La scuola musicale nazionale russa dell'800



La scuola nazionale russa si delinea a partire da Glinka, Dargomyzskij e Serov. Serov in particolare si contrappose ad un altro musicista, Vladimir Stasov, in merito al dibattito degli apporti della musica occidentale alla musica russa. Stasov voleva affrancarsi dalle tendenze occidentali, convinto che la nuova musica russa dovesse attingere direttamente dal folclore russo e dal canto liturgico, e si fece portavoce del cosiddetto Gruppo dei Cinque: Balakirev, Cui, Musorgskij, Rimskij – Korsakov e Borodin.
Il primo fu più importante come promotore ed ideologo che specificamente come compositore, ma fu lui a fissare i punti programmatici che orienteranno la poetica del gruppo.
Cui era un ingegnere militare e svolgeva parallelamente attività di critico musicale.
Aleksandr Porfir’evic Borodin nasce a Pietroburgo nel 1834, e ivi muore nel 1887. Di professione chimico e medico, si considerava un compositore della domenica che si sforzava di rimanere oscuro. La sua produzione, quantitativamente parlando, risulta piuttosto limitata, ma con lavori importanti come la Sinfonia 2 in si minore e i due Quartetti, che rappresentano sintesi perfette di ispirazione popolare, chiarezza di disegno formale e unità espressiva.
Modest Petrovic Musorgskij nasce a Pskov nel 1839 e muore a Pietroburgo nel 1881. Fu colui che mirò maggiormente ad innovazioni radicali, ricercando una nuova vocalità modellata sulle inflessioni del linguaggio parlato. Fu inoltre quello che assimilò meglio gli intenti folcloristici, assimilando il canto popolare contadino al di là di ogni superficiale gusto del pittoresco o del bozzetto di genere. Una scelta che gli consentì di penetrare, stilizzare, e far propri, dei moduli del tutto estranei all’ufficialità accademica, sia dal punto di vista melodico, sia da quello armonico. Fu una scelta realistica, con un preciso carattere ideologico, che portava con sé soluzioni formali e contenutistiche coerentemente innovatrici. Basti pensare al rilievo che ha il popolo nel suo Boris Godunov, di cui è il reale protagonista, pur in costante rapporto di vittima e giudice dei potenti, a cominciare dallo zar. Musicalmente, egli rifiuta di sviluppare i temi in modo conseguente, secondo il modello sonatistico romantico, fatto di calibrate modulazioni, idee melodiche inquadrate, sonorità suadenti; al contrario fa scontrare le tonalità senza mediazione alcuna.
Kovancina, scritta negli ultimi anni, ha il medesimo valore del Boris Godunov: la rappresentazione oggettiva della sconfitta del popolo, al di là dei giochi di potere. È un grande affresco di storia russa.
Nikolaj Andreevic Rimskij – Korsakov nasce a Novgorod nel 1844 e muore a Pietroburgo nel 1908. Fu un abilissimo strumentatore e scrisse sedici lavori per il teatro. Aveva da sempre dimostrato una particolare predilezione per il fiabesco, nutrito spesso di linfa popolare, che lo allontanerà ideologicamente dal gruppo per i suoi progressivi sconfinamenti dell’antirealismo.




di Gherardo Fabretti