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Obietti della terapia cognitiva applicata al ritardo mentale: capacità attentiva


a. Lo sviluppo della capacità attentiva: intesa come la quantità di schemi che possono venire attivati in un dato momento. Condiziona la complessità dell'elaborazione che un
soggetto può compiere e spiega le differenze evolutive e la transizione da uno stadio all'altro. L'abilità di localizzare gli stimoli ambientali e la capacità di rispondere
adeguatamente ad essi è fondamentale per la vita dell'individuo. Nel neonato la capacità di orientarsi nello spazio è legata alla possibilità di selezionare stimoli uditivi e visivi per direzionare il capo verso lo stimolo proposto. Mediante l'utilizzo di schemi motori globali innati questa selezione uditivo-visiva viene arricchita da diversi tentativi di approccio all'oggetto, pur non riuscendo inizialmente a prenderlo. Dopo un certo numero di training l'oggetto viene preso e la capacità di adattamento della mano all'oggetto diventa efficace. La conoscenza del proprio spazio corporeo in relazione all'oggetto è precocissima. Se non si passa attraverso questa percezione dello spazio corporeo vs spazio extracorporeo lo sviluppo cognitivo e la conoscenza dei rapporti tra le cose viene messa in gioco. Questa esperienza è un prerequisito fondamentale per l'attenzione. Il trattamento si orienta a seconda del livello dello sviluppo del soggetto, a potenziare:
- attenzione sostenuta, per allungare i tempi di attenzione. Il training parte da brevi tempi di esposizione all'oggetto, aumentandoli gradualmente. Inizialmente si promuove la capacità di fissare lo sguardo su un oggetto, rinforzando ogni comportamento adeguato. Poi si passa a compiti di inseguimento dell'oggetto in movimento fino al raggiungimento di un'esplorazione dell'ambiente sufficiente;
- attenzione divisa, per prestare attenzione a più compiti contemporaneamente che contengono entrambi informazioni rilevanti, tali da richiedere l'impiego di operazioni
mentali diverse. Anche operare su due o più oggetti correlati significativamente spesso è un'altra difficoltà da superare: il bambino tende a prediligerne uno rispetto all'altro creando situazioni stereotipate per semplificare al massimo il compito;
- attenzione focale o selettiva, per imparare a concentrare la propria attenzione su uno stimolo informativo in presenza di altri distrattori. Per migliore questa abilità è necessaria una profonda conoscenza del paziente e uno sforzo da parte dell'operatore per sincronizzarsi sui tempi di elaborazione, propri del soggetto.

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