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Disturbo da alimentazione incontrollata


Colpisce soprattutto soggetti obesi.
Comprende abbuffate ricorrenti (2 volte a settimana per almeno 6 mesi), perdita di controllo durante l'abbuffata e sensazione di disagio nei confronti del comportamento patologico. Non c'è un decremento ponderale e mancano comportamenti compensatori.
E' collegato a compromissione del funzionamento lavorativo e sociale, a depressione, a scarsa autostima, ad abuso di sostanze e a insoddisfazione per la forma del corpo. Fra i fattori di rischio c'è l'obesità infantile, i commenti critici al sovrappeso, un mediocre concetto di sé, la depressione e i maltrattamenti o abusi sessuali nell'infanzia.


Tratto da PSICOLOGIA CLINICA di Alessio Bellato
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