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Giuseppe Parini (1729-1799)

Vita:


1729 Parini nacque a Bosisio, in Brianza, da una famiglia di modeste condizioni. A soli dieci anni venne inviato a Milano per proseguire gli studi, superò l’esame di ammissione alle Scuole Arcimbolde nel 1740 e lì studiò per i successivi dodici anni.
A Milano il conte Giuseppe Imbonati aveva promosso e istituito l’Accademia dei Trasformati, che promuoveva frequenti incontri accademici, che riunivano, consentendo un efficace scambio di opinione sui temi più svariati, i più vivaci rappresentanti della cultura cittadina. Nell’Accademia il giovane Parini si guadagnò presto una posizione di rilievo.
Parini ottenne ben presto incarichi di prestigio dal governo austriaco, come la redazione della Gazzetta di Milano e la cattedra di eloquenza presso le Scuole Palatine: siamo ancora in quel periodo di rinnovamento culturale che aveva investito Milano, contraddistinto dalla collaborazione tra i vertici del potere e i gruppi intellettuali e che durerà fino all’avvento al trono di Giuseppe II nel 1780.
Nel 1796, quando Milano accolse l’esercito vittorioso di Bonaparte, il poeta accettò di far parte della nuova municipalità, in rappresentanza della corrente moderata.
Parini morì a Milano nel 1799, poco tempo dopo il rientro nella città delle truppe austriache.
L’importanza e il significato dell’opera pariniana stanno principalmente nell’incontro della sua fortissima tensione letteraria, accanitamente perfezionata negli anni, con il contenuto di una moralità e di una cultura nuove (necessità dell’ ”utile” e  del “giusto”)


Opere:


Nel 1752, concluse le scuole, Parini pubblicava il suo primo libro, la raccolta Alcune poesie di Ripano Eupilino. Si tratta di un centinaio di testi di atmosfera cinquecentesca, stretti fra l’imitazione della poesia petrarchesca, bernesca e idillica, e l’aggiunta di qualche traduzione da Orazio, Catullo e Anacreonte.

Dialogo sopra la nobiltà


Datazione: steso probabilmente attorno al 1757
Genere: dialogico
Temi: racconta dell’incontro dopo la morte di un nobile cinico e borioso con un poeta spiantato che però riuscirà a smussare man mano, con argomenti incontrovertibili, la sua alterigia costringendolo così a riconoscersi suo pari: si afferma che la sola distinzione possibile tra gli uomini non è dunque quella del censo e della classe sociale ma quella procurata dai meriti e dalle virtù.

Il Giorno


Genere: poema satirico
Struttura: diviso in quattro parti (Il Mattino, Il Meriggio, Il Vespro e La Notte), in endecasillabi sciolti
Temi: Parini intende rappresentare la vita frivola e oziosa della nobiltà contemporanea, fingendo ironicamente di esaltare la giornata vissuta dal nobile, dal momento del risveglio a quello di coricarsi, come intessuta di imprese eroiche. Assume perciò a protagonista del poemetto un “giovin signore”, la cui principale occupazione sta nell’obbedire ciecamente ai capricci della moda.
Elaborazione: nel corso della sua vita Parini giunse a pubblicare le sole prime due parti, rispettivamente nel 1763 (Il Mattino) e nel 1765 (Il Mezzogiorno) ma l’originale progetto venne ben presto soppiantato da quello di un unico poema diviso in quattro parti: Il Mattino, Il Meriggio, Il Vespro e La Notte. La revisione delle due parti già stampate per adattarle al nuovo disegno fu lunga e complessa e, nella sua nuova articolazione in quattro parti, Il Giorno venne edito soltanto nel 1801.
Stile: l’ilarità nel poema è data dal contrasto fra gli argomenti insignificanti ed il linguaggio altisonante. Diminuito con gli anni il senso della polemica, prima con i bruschi mutamenti istituzionali decisi dal potere centrale e poi con la Rivoluzione francese, l’atteggiamento satirico che stava all’origine della concezione dell’opera si rivelò storicamente superato e inopportuno. Perciò la seconda parte del poema accentua invece il movimento drammatico, che cresce e si manifesta più coerentemente nella Notte, dove l’intento del poeta è ormai quello di rappresentare al vivo non più il solo “giovin signore” ma tutta una classe sociale, colta attraverso l’animatissima descrizione del grande ricevimento.

Le Odi


Datazione: progetto avviato 1757 e concluso soltanto nel 1795
Genere: lirica
Struttura e Temi: la raccolta (22 odi) può essere così suddivisa:
•    le odi civili, vicine alle battaglie politiche e sociali sostenute dagli illuministi
•    gruppo di testi “giocosi” o comunque di minor impegno
•    odi che si aprono al dibattito sul rapporto tra cultura e vita sociale.
•    La Tempesta, un testo che esprime i turbamenti procurati alla vita civile milanese dalla politica autoritaria di Giuseppe II.
•    odi di argomento più privato e personale, quando non addirittura autobiografiche.

Elaborazione: a due discepoli fidati toccò di riunire in due raccolte, rispettivamente nel 1791 e 1795 i testi poetici che erano circolati fino ad allora in versioni poco affidabili.
Stile: la componente arcadica e quella illuministica confluiscono nell’adesione alla sensibilità neoclassica

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