''Pane e Coraggio'' - Condizioni e vissuti di minori stranieri non accompagnati

Diploma di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Rosatti Contatta »

Composta da 58 pagine.

 

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Estratto della Tesi di Francesca Rosatti

Estratto dalla tesi: ''Pane e Coraggio'' - Condizioni e vissuti di minori stranieri non accompagnati
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13 1.2.1 Ostacoli all’integrazione I potenziali rischi dell’integrazione 19 sono tutti quei fattori che limitano o non permettono un corretto inserimento del minore all’interno della società ospitante. Uno dei principali ostacoli è la condizione di clandestinità. Il termine evoca segretezza, vite condotte nell’ombra oltre che forti legami con la criminalità. Il clandestino è colui che non è riuscito ad ottenere un permesso di soggiorno o a rinnovarlo, oppure che è entrato in Italia con un visto turistico scaduto o ancora, che evita tutte le procedure possibili per ottenere il permesso di entrare in Italia. Alla condizione di clandestinità sono collegate conseguenze di grande portata come una mancanza di attenzione per la salute, povertà, scarsa igiene, scarsa alimentazione, tutte questioni ricollegabili alla mancanza di un alloggio dignitoso e regolare, alle quali si aggiunge un’insufficiente se non nulla istruzione scolastica. I minori stranieri non accompagnati non hanno nessuno su cui fare riferimento e vivono in una condizione di precarietà estrema. Altro ostacolo è la discriminazione che costringe il giovane a rimanere in disparte, in una condizione di svantaggio causata dal suo essere “diverso”. Purtroppo la diversità segnata come etnica e culturale, rimane come un timbro. Certo, può essere affiancata anche allo svantaggio economico, ma essa rimane sempre li, come carattere distintivo e di connotazione negativa per il giovane. Spesso poi questa ostilità, come sosteneva Allport 20 , prevede che dalla discriminazione 21 il passo per la violenza fisica se non lo sterminio, sia piuttosto breve. L’ultimo ostacolo da affrontare, è il rischio che il minore non riesca ad integrarsi. Il minore immigrato, è portatore di diversità 22 , elemento fondamentale per poter parlare di educazione, però troppo spesso la sua 19 Bedogni 2004. 20 “La scala dell’ostilità”: diffamazione, evitare i contatti, discriminazione, violenza fisica, sterminio. 21 Intesa come la capacità di escludere, da parte del gruppo dominante, i membri appartenenti al gruppo subordinato, da determinati servizi e opportunità. 22 Marescotti E. 2006.