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APPROFONDIMENTI

La ricerca di A. M. Odlyzko sulle cause e sulle conseguenze della crescita del traffico Internet.1

25/01/2006

La ricerca di A. M. Odlyzko sulle cause e sulle conseguenze della crescita del traffico Internet.<sup>1</sup>I dati presentati nella ricerca di Odlyzko 2, come lui stesso puntualizza, sono in gran parte relativi agli Stati Uniti ma le implicazioni del fenomeno sono applicabili ovunque. Il saggio si basa inoltre su statistiche ufficiali di traffico ma i dati reali possono differire; infatti le industrie e le imprese del settore ma anche i governi dei vari Stati non hanno mai pubblicato i dati completi (se non sporadicamente) in quanto riservati.
Odlyzko afferma che il fallimento di molte imprese di alta tecnologia che avevano intrapreso il business di Internet agli inizi degli anni '90 (il periodo della cosiddetta ''bolla tecnologica''), è stato causato dal numero eccessivo di investimenti rispetto alla reale domanda degli utenti. La novità del web e l'ottima risposta da parte del pubblico, aveva portato gli investitori a credere che il tasso di crescita di Internet e il conseguente incremento del traffico dati, potesse raddoppiare ogni tre mesi, come dettava la ''Legge di Moore''. Questo però è considerato dall'autore del saggio un falso mito, uno dei tanti che riguarda Internet. In realtà già dal 1997 si è constatato che il tasso di crescita raddoppiava ogni anno rispetto all'anno precedente. E', questa, comunque una crescita notevole che continua tutt'ora anche se una flessione si è registrata dalla metà del 2001.
Molti investitori nelle telecomunicazioni e nelle nuove tecnologie, hanno però, inizialmente, creduto che ''l'Era di Internet'' fosse la ''corsa all'oro'', una sorta di ultima frontiera degli affari giocata nel cyberspazio.
Un altro mito che Odlyzko vuole sfatare è quello che i collegamenti sulla Rete siano sempre congestionati. In realtà, egli afferma, nell'esaminare le informazioni circa il traffico su UUNET, il più grande ISP del mondo, emerge chiaramente come il traffico dati cresca di 2x (cioè raddoppia) ogni anno mentre la capacità della Rete cresca di 8x all'anno. I dati dimostrano che la Rete, alla fine del 1997, era utilizzata al 25% delle sue potenzialità, fino ad arrivare alla fine del 2001, quando la capacità di trasmissione dati realmente utilizzata era poco più dello 0,1%. Si dimostra quindi che la Rete è largamente sottoutilizzata e che ''l'insaziabile domanda di banda larga'' è senza senso. Inoltre, anche rispetto ai collegamenti ''voce'', la Rete è relativamente (rispetto alle proprie potenzialità) sottoutilizzata. Naturalmente il traffico su Internet si fa sempre più ''pesante'' e ciò è dovuto alla diffusione di nuove linee DSL e nuovi modem più veloci. Con questo hardware è possibile scaricare sul proprio Pc una mole maggiore di dati rispetto al passato. Infatti con i ''vecchi'' dial modem l'utente medio scaricava circa 60 MB/mese, mentre con i modem DSL o con il cablaggio in fibra ottica il download medio varia tra i 300 e i 600 MB/mese (con punte tra 1 e 2 GB/mese).
Individuare il tasso di crescita del traffico Internet è importante per le imprese del settore perchè permette di determinare la domanda di hardware, di servizi Internet (sia servizi dedicati per le imprese sia servizi per l'utente residenziale) ma anche per pianificare l'implementazione della stessa architettura di Rete.
La crescita del traffico di dati su Internet è dovuta attualmente per il 47% ad applicazioni di navigazione web (browser), per il 21% a software di condivisione file (i P2P), utilizzati soprattutto per il download di musica e video, e per il 23% ad ''altre applicazioni''. Bisogna notare comunque come i dati relativi al P2P possano essere falsati dalle più recenti applicazioni che funzionano anche come browser di navigazione web.
Odlyzko, inoltre, evidenzia l'esistenza di tanti interessi commerciali, spesso in contrasto tra di loro, che ruotano intorno al fenomeno Internet. Ad esempio, riguardo la recente corsa al cablaggio in fibra ottica che permette download di grandi quantità di dati, Odlyzko afferma che questo non sarebbe necessario per almeno un altro decennio in quanto la Rete, con il suo tasso di crescita di 2x all'anno e una percentuale di utilizzo dello 0,1% rispetto alle sue potenzialità, è ancora largamente sovrabbondante. Vi sono, inoltre, le Case Discografiche e Cinematografiche che vedono nell'incremento della larghezza di banda e la conseguente facilità di download di musica e video non pagati, una minaccia ai loro interessi commerciali. A questo proposito Odlyzko avanza una proposta. Egli suggerisce che le Società di telecomunicazioni paghino i distributori di musica e video affinché permettano la circolazione di musica registrata gratis. Questa idea deriva dalla convinzione di Odlyzko che il ''contenuto non sia il Re'' del traffico Internet ma solo una piccola parte (meno del 5%) del giro di affari delle imprese di telecomunicazioni. Questo, per loro ma anche per i distributori di musica e video, sarebbe un ottimo investimento che incrementerebbe il traffico Internet e quindi le proprie entrate se non fosse impraticabile per motivi politici, economici e legali.
Comunque, conclude Odlyzko, investire su Internet rimane sempre un affare in quanto vi è una domanda in crescita, un'economia di scala (di massa) e costi di implementazione e gestione strutturale relativamente bassi.
L'imperativo rimane incrementare l'uso della Rete, anche per mezzo di tariffe di collegamento vantaggiose e personalizzate per fasce di utenti (tariffe flat) e con l'incremento della velocità del traffico dati.

§ Considerazioni

Internet, con la sua rapida crescita, rappresenta una grande opportunità di sviluppo economico a tutti i livelli, dal piccolo imprenditore o persino singolo libero professionista alla grande impresa, a patto che non si cada in errori simili a quelli accaduti nel periodo della ''bolla tecnologica'' cioè quello di credere in facili e immediati guadagni. La speculazione non ha ''premiato'' le dot-com nate, cresciute e fallite nel giro di pochissimi anni mentre invece molte delle imprese che si sono sapute gestire mantenendo i piedi per terra e non solo nel cyberspazio, sono ancora in attività, anche se il periodo dello ''sgonfiamento'' della ''bolla'' ha fatto tante vittime. Non ultimi gli stessi ex manager di successo delle dot-com ma soprattutto i tanti addetti e impiegati ad alta specializzazione di quelle imprese che, specialmente negli Stati Uniti dove il fenomeno è stato più evidente, hanno perso il lavoro dall'oggi al domani. Credo che un'impresa o comunque un'attività basata in parte o interamente sul web debba obbedire ad un'etica di correttezza commerciale relativa alla qualità dei prodotti/servizi offerti e alla serietà dell'imprenditore e alla garanzia di assistenza al cliente.
I problemi ancora da risolvere sono tanti. Tra questi forse il primo riguarda il superamento del cosiddetto ''digital divide'' cioè la differenza tra chi sa usare agevolmente un Pc e chi non lo possiede nemmeno; l'accesso allo sviluppo tecnologico deve essere un diritto di tutti, a prescindere dall'età, dalla condizione economica o dal Paese di residenza. Naturalmente è necessario un impegno dei Governi mondiali perchè questo avvenga. Altri problemi sono quelli relativi alla sicurezza da attacchi di virus informatici, quello relativo alla garanzia della privacy degli utenti di Internet, al problema del rispetto del copyright del materiale scambiato sulla Rete (ambito tra i più dibattuti e in continua evoluzione), non ultimo la protezione da crimini che vedono nel web un nuovo modo di colpire i più deboli, specialmente i bambini.
Sicuramente stiamo assistendo ad una svolta epocale che solo in parte è visibile attualmente. Internet sta rivoluzionando velocemente non solo il modo di vendere, di comprare ma anche di studiare (aumentano di anno in anno le offerte formative on-line anche universitarie) di comunicare tra le persone. Con l'e-government anche le Istituzioni, seppure con ritardo, si stanno adeguando nell'uso del web come mezzo efficace e rapido di comunicazione e informazione per i cittadini e si prevede in un prossimo futuro anche la creazione di servizi fruibili direttamente on-line. Insomma, anche grazie ad Internet, il mondo sta diventando più piccolo, sta a noi, semplici cittadini o Istituzioni fare in modo che questo sia solo un vantaggio.







Note:

1. ''La crescita del traffico Internet: fonti ed implicazioni'' di A. M. Odlyzko:
(Internet traffic growth: Sources and implications) -http://www.dtc.umn.edu/~odlyzko/doc/itcom.internet.growth.pdf

2. Altre pubblicazioni e studi di A. M. Odlyzko: http://www.dtc.umn.edu/~odlyzko/



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