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APPROFONDIMENTI

Identità di un popolo

21/12/2004

Identità di un popoloTogliere il crocifisso dalle scuole, eliminare la tradizione del presepe e sostituire la parola “Gesù” con “virtù” dalle canzoncine natalizie nelle scuole. Richieste che trovano il loro fondamento nel rispetto delle culture e delle identità religiose diverse da quella cattolica. La Costituzione italiana (articoli 8 e 19) sancisce la libertà di professare la propria fede per tutte le confessioni religiose. Leggo, però, tra le righe di questo dibattito qualcosa che va oltre tale libertà. Il popolo italiano è stato da sempre molto tollerante ed accomodante nei confronti di altri popoli meno fortunati di noi. Da sempre abbiamo ospitato (e ne sono orgoglioso) persone di qualunque etnia e credo religioso, in virtù di un senso civico e di aiuto sociale che gli italiani hanno da sempre manifestato. Oggi mi sembra che si vada verso un rovescio della medaglia. Queste persone, che sono state accolte da noi con tanta ospitalità, ci chiedono di perdere la nostra identità religiosa in virtù del rispetto della loro. Mi pongo e vi pongo, cari amici, un interrogativo: non vi sembra che stiamo esagerando? Non è una questione di essere fedeli alla religione cattolica o meno. E’ un discorso di identità nazionale. Noi tutti siamo cresciuti con un crocifisso nelle scuole, con le canzoncine natalizie che i genitori ed i parenti ci facevano ripetere alla nausea e con la tradizione del presepe o dell’albero natalizio. Che ci piaccia o no è la nostra base culturale, è l’identità del nostro popolo. Volendo estremizzare, siamo italiani anche per quello. Così per come la tradizione dei popoli dell’Europa del nord impone che la famiglia si riunisca attorno ad un pianoforte a cantare nella notte di Natale, noi abbiamo le nostre tradizioni. Fra qualche anno cosa ci chiederanno? Forse di non mangiare il maiale o di non bere un buon bicchiere di vino durante il Nostro Natale! Si cari amici, questo è il Nostro Natale, non è il loro. E’ una nostra tradizione (al di là della valenza religiosa) che dobbiamo mantenere. E’ la nostra identità culturale, di un popolo che ne ha viste di cotte e di crude nella sua storia. Non possiamo snaturare quello che siamo, in virtù di un fantomatico rispetto degli altri. Proviamo a pensare ad una situazione inversa, il popolo italiano che chiede aiuto ad altre nazioni con tradizioni religiose di origine musulmana. Loro sarebbero disponibili a rinunciare al loro ramadan, alle adorazioni giornaliere in segno di rispetto nei nostri confronti? Nei paesi di credo musulmano le mense scolastiche sono chiuse durante il periodo del ramadan. Gli italiani nel mondo musulmano sono davvero tanti, eppure devono adeguarsi alle loro esigenze. I bambini devono trovare un modo alternativo di mangiare e devono assistere alle loro adorazioni giornaliere. Noi siamo un popolo accomodante, sappiamo rispettare le esigenze degli altri e non ci lamentiamo. Loro, invece, pretendono che vengano tolti i crocifissi dalle aule e i presepi dalle scuole. Cari amici, queste brevi parole non vogliono condurre una battaglia contro i credi religiosi diversi da quello cattolico, ma solo far riflettere sull’importanza di mantenere la nostra identità. Io sono per il rispetto di tutte le razze, etnie e credi religiosi, mi piacerebbe che anche queste persone avessero maggiore senso civico e rispettassero di più l’identità del popolo che li ha accolti.

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