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APPROFONDIMENTI

L’Italia e gli italiani nel mondo

22/05/2006

L’Italia e gli italiani nel mondo“In Italia si è, finalmente, compiuta la democrazia il 20 dicembre 2001.”
Con queste parole, l’allora Ministro Mirko Tremaglia definì il momento dell’approvazione del diritto di voto per gli italiani residenti all’estero.
Una battaglia di civiltà durata ben oltre 40 anni e che si è conclusa con la legge 459 del 27 dicembre 2001, Norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero.
La prima vera proposta a tal riguardo risale al 1955, quando il senatore Lando Ferretti (MSI) la presentò al Senato, senza successo. Dovettero passare oltre 30 anni perché il Parlamento italiano “si accorgesse” dei propri emigrati: era l’ottobre del 1988 quando passò la legge 470 sull’anagrafe e censimento degli italiani all’estero (nota come legge sull’AIRE) che recuperò nello stato civile 3 milioni e mezzo di cittadini italiani dimenticati.
Grazie a questo provvedimento, infatti, essi divennero cittadini italiani a tutti gli effetti: in ogni comune venne costituita un’anagrafe degli italiani residenti all’estero, in modo tale da mantenere un collegamento con l’ultimo comune di residenza in Italia del cittadino e viene anche costituita un’anagrafe presso il Ministero dell’Interno, con la sommatoria di tutti i dati delle AIRE comunali.
Nonostante questo improvviso successo per l’on. Tremaglia, diventato, nel frattempo, il “vero paladino” degli italiani all’estero, il problema del loro voto ripiombò nell’oblìo e solo con il nuovo millennio si avviò quel processo di riforma costituzionale che avrebbe permesso il voto oltre confine, con l’approvazione di due leggi costituzionali nel 2000 e nel 2001, le quali, oltre ad istituire la Circoscrizione Estero, stabilivano il numero dei Deputati (12) e Senatori (6) spettanti a tale Circoscrizione, lasciando che delle modalità elettorali se ne occupasse la legge ordinaria.
Legge approvata, come detto, nel dicembre 2001 dopo un acceso dibattito parlamentare, soprattutto su alcune questioni particolari del provvedimento, come, ad es., la limitazione dell’elettorato passivo ai soli residenti nelle varie ripartizioni della Circoscrizione Estero, secondo quanto stabilito dall’articolo 8 della 459/2001.
Grazie ai risultati elettorali molto equilibrati, dello scorso aprile, gli italiani residenti all’estero, con i loro rappresentanti, sono diventati quasi improvvisamente un “caso politico nazionale”: fino a qualche anno fa, infatti, molti politici ignoravano l’ “Altra Italia”, mostrandosi del tutto contrari alla possibilità di un loro diritto di voto.

Oggi, grazie all’instancabile lavoro dell’on. Tremaglia, si è aperta una finestra tra il nostro Paese e la realtà italiana oltre confine che rappresenta, ed ha rappresentato nel corso degli anni, il miglior ambasciatore della storia, della cultura e della tradizione italiana nel globo.
Nel futuro prossimo occorrerà continuare sulla via intrapresa dal Ministero per gli Italiani del Mondo, il quale ha riconosciuto e valorizzato i meriti dei nostri connazionali sparsi nel mondo, organizzando convegni, istituendo premi, incentivando la promozione dell’italianità oltre i confini nazionali, istituendo la Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo l’8 agosto, in memoria della tragedia di Marcinelle, dove morirono 136 minatori italiani l’8 agosto 1956.
Si parla di un “Sistema Italia” composto da circa 4 milioni di italiani residenti all’estero, 60 milioni di oriundi, 395 parlamentari di origine italiana, 93 Istituti di Cultura, 390 testate giornalistiche, 70 e passa Camere di Commercio, migliaia di associazioni italiane, centinaia di radio e TV: numeri che fanno degli italiani all’estero un enorme patrimonio per il nostro Paese, da tutelare e valorizzare.
Il 20 dicembre 2001, quindi, rappresenta la linea di confine tra un’Italia chiusa ed incapace di aprirsi ai suoi cittadini lontani ed un’Italia moderna che, in piena globalizzazione, riconosce “i suoi figli della diaspora”.


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