Skip to content
Tesionline

APPROFONDIMENTI

Papa Ratzinger contro Nietzsche

21/09/2006

Papa Ratzinger contro NietzscheMONACO DI BAVIERA, 10 settembre 2006 - L'Islam, così come le popolazioni dell'Africa e dell'Asia, si spaventano di fronte ad un Occidente che esclude totalmente Dio dalla visione dell’uomo. La vera minaccia per la loro identità, mette in guardia papa Benedetto XVI, non viene vista nella fede cristiana, ma nel disprezzo di Dio e nel cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della liberta ed eleva l'utilità a supremo criterio morale per i futuri successi della ricerca.(Repubblica.it).

Aspettavo da tempo che Papa Benedetto XVI fosse più chiaro in questa sua denuncia del Relativismo, una disamina in toto del pensiero postmoderno, profusa momento per momento e argomento per argomento dalla sua ascesa al pontificato in poi. Siamo arrivati ad una svolta da quando il filosofo tedesco Nietzsche denunciò nella seconda metà dell ’800 la crisi del “pensiero moderno” e l’inesorabile tramonto dei valori assoluti. All’epoca era solo una questione tra intellettuali, oggi è il destino del mondo che si compie sotto gli occhi anche dello più sprovveduto, e pertanto Ratzinger diventa il primo uomo di stato che si fa portatore della causa del pensiero “forte”, dei valori assoluti contro il pensiero “debole”, il pensiero dei valori relativi, non stabili.
La crisi dei valori assoluti, dei valori che devono essere uguali a se stessi nel tempo, dei valori eterni che trovano il loro primo e ultimo fondamento nell’Assoluto medesimo, Dio, tale crisi affonda le radici storiche nella fine del Medioevo (l’epoca della Chiesa, in cui la ragione umana era al servizio della fede), quando all’uomo si riconosce una centralità nell’universo seppur ancora dipendente da Dio. Questa centralità dell’uomo acquista gradualmente nei secoli un’emancipazione attraverso filosofi come Cartesio (“Penso, dunque sono”), che indica nel pensiero umano la legittimazione di se stesso senza dover ricorrere a Dio, anzi giustifica l’esistenza di Dio per il semplice fatto che noi lo pensiamo, fino ad arrivare a Kant che separa definitivamente il pensiero umano, la ragione dalla fede, dalla religione, sostenendo che quello che noi possiamo sapere del mondo è solo ciò che la ragione è in grado di conoscere, in altre parole, ciò che sappiamo è solo merito nostro e non di un Dio che ci fa conoscere le cose. La realtà, dirà Hegel, assolutizzando il pensiero di Kant, è razionalità, il mondo esiste grazie alla ragione, il mondo esiste grazie all’uomo! Ciò che accade nei secoli è uno spostamento psicologico dell’asse esistenziale dell’uomo. Dalla dipendenza da un Dio all’affrancamento da questi per la conquista della propria autonomia, nel senso letterale di “darsi delle leggi da soli”.
Nietzsche è il filosofo che rappresenta la “presa di coscienza” di tutto questo percorso e del suo risultato. E’ il filosofo che denuncia e annuncia l’uccisione di Dio e di tutti i valori ad esso collegati, o meglio, di tutti i valori assoluti, che non cambiano. Annuncia, in sostituzione, l’avvento del Superuomo, cioè, dell’epoca in cui gli unici valori che fanno testo sono quelli che l’uomo è consapevole di produrre da se e che in quanto umani è consapevole che sono valori relativi; possono cambiare, adattarsi ai tempi e ai contesti. L’Uomo diventa Superuomo perché è cosciente ed accetta con responsabilità, senza paure, l’impegno di farsi autore dei propri valori.
Come dicevo all’apertura, aspettavo da tempo che Ratzinger prendesse una posizione più chiara, più politica in merito alla questione. Ciò che è cambiato è che con Papa Benedetto XVI la storia della crisi dei valori, della morte di Dio, del nichilismo, del Superuomo esce dai banchi della discussione accademica ed investe la vita politica. E’ vero, la lotta dell’Islam contro l’Occidente è una lotta di reazione, di sopravvivenza. L’Islam, come ogni altra civiltà radicata in valori assoluti, si sente minacciato e attaccato dal “pensiero debole” che ormai sta conquistando passo dopo passo tutto l’Occidente. Si sente minacciato da un possibile predicatore come Nietzsche. Fenomeni come il “fodamentalismo islamico”, la più esasperata religiosità, sono reazioni per la sopravvivenza di una cultura medievale ove la ragione è al servizio della fede. Quella tra Occidente e Islam non è una lotta tra religioni ma è una difesa della religione e di Dio. Cristianesimo e Islamismo stanno dalla stessa parte. E’ una lotta tra culture, tra una cultura che ha licenziato Dio e una che a Dio non vuole rinunciare, per il momento. Una disparità quasi storica: Illuminismo contro Medioevo. E se Giovanni Paolo II fu il Papa-uomo, tenace, dall’osso duro, che volle tuffarsi nella crisi dei valori per vedere dal di dentro ciò che si poteva recuperare, Benedetto XVI sembra il Papa affaticato che dappertutto vede dilagare il relativismo e l’unica forza che ha è di denunciare.
Ancora una volta abbiamo smentito il detto “la filosofia è quella cosa con la quale e senza la quale il mondo rimane tale e quale”. Il mondo sta cambiando e come se sta cambiando.

Altri articoli dello stesso autore:

Tesi dell'autore: