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La circoncisione del cuore nel Dialogo con Trifone di Giustino Martire: una possibile dimensione di rinascita del sabato interiore

13/04/2011

La circoncisione del cuore nel Dialogo con Trifone di Giustino Martire: una possibile dimensione di rinascita del sabato interiore Il presente contributo nasce dall'opportunità di rilanciare, soprattutto in quest'epoca di crescente secolarizzazione dove i valori immanenti propri del “secolo” hanno la prevalenza su quelli trascendenti, la dimensione del sabato interiore, perché il nostro modo di pensare e di vivere necessita di una vera e propria circoncisione del cuore, in quanto la crisi che noi viviamo “non è fuori di noi (nell'ambiente fisico che ci circonda), ma è innanzitutto dentro a noi stessi, è una crisi del nostro modo di pensare, di percepire e di agire”.1A tal proposito è pertinente riferirsi alla figura di Giustino martire, il quale ci aiuta a comprendere che la circoncisione del cuore è la via maestra per pervenire a una vera e propria rinascita del sabato interiore.

Giustino accenna in 12,3 al motivo della circoncisione del cuore: “È necessaria ormai una seconda circoncisione”;2 mentre in Dial. 113,6-7 e 114,4 spiega in cosa consiste. Infatti in 113,6-7 Giustino fa osservare a Trifone che la circoncisione del cuore non è un argomento nuovo per i giudei, perché già Giosué aveva fatto circoncidere il suo popolo una seconda volta con coltelli di pietra:
“6. Del primo Gesù è detto che ha fatto circoncidere una seconda volta il popolo con coltelli di pietra (...) 7. circoncisione che Dio, per mezzo del primo Gesù, voleva ricevessero fin da allora quelli che già avevano la circoncisione iniziata con Abramo: questo intendeva dicendo che Gesù circoncise una seconda volta con coltelli di pietra coloro che erano entrati nella terra santa”.3

A partire da tale quadro Giustino fa notare a Trifone che la circoncisione del cuore è prerogativa solo dell'uomo di fede che si propone di aprire il proprio cuore alla legge di Dio, sottomettendo la sua volontà a quella di Dio. In tal modo egli sente nella propria interiorità la gioia di essere creatura di Dio e di dipendere da lui, rivivendo nella propria interiorità il sabato della creazione. Restando sempre in tale cornice, Giustino fa notare a Trifone che la circoncisione del cuore, annunciata da Giosué, prefigurava quella con cui:
“6. lo stesso Gesù Cristo ci ha circoncisi dalle pietre e dagli altri idoli. Di quelli che non erano circoncisi, cioè che venivano dall'errore del mondo, ne ha fatto dei mucchi, essendo essi circoncisi in ogni luogo con coltelli di pietra, cioè con le parole del Signore nostro Gesù. (...). 7. Per coltelli di pietra intenderemo dunque le sue parole, grazie alle quali sì gran numero di traviati, che erano incirconcisi, hanno ricevuto la circoncisione del cuore”.4

Nella sua essenza, per Giustino, le due circoncisioni - sia quella realizzata da Giosuè che quella compiuta da Cristo - sono pressoché identiche, perché hanno come base comune il cambiamento di vita, in quanto da una vita di peccato (idolatria) l'uomo, che fa proprie nel sacrario della propria coscienza sia le parole di Dio che quelle di Cristo, restituisce a se stesso la primitiva immagine, per la quale Dio lo ha creato; immagine che, in poche parole, non è altro quella che Adamo aveva ricevuto da Dio ai primordi della creazione, per la quale egli poteva vivere in piena sintonia con Dio, come nel giorno di sabato. Per Giustino quindi la circoncisione del cuore ha origine dall'iniziativa di Dio e poi di Cristo, a cui segue l'assenso dell'uomo credente; per cui dall'impatto della Parola di Dio, realizzatasi in Cristo, con una vita condotta da parte dell'uomo all'insegna dell'idolatria e dell'errore ne scaturisce, all'interno della coscienza di ogni uomo, un vero e proprio cambiamento nel modo di pensare e di porsi nei confronti di Dio; cambiamento che si realizza in una vera e propria conversione del cuore.

Scarica il file per leggere l'articolo in versione integrale: La circoncisione del cuore.pdf

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1ECEN (European Christian Environmental Network), “È tempo di agire”. Una nuova sensibilità ecumenica per l'ambiente, in “Aggiornamenti sociali” 59 (2008), p. 772.
2Ed. crit. M. MARCOVICH, Iustini Martyris Dialogus, p. 90. Trad. di G. VISONÀ, Dialogo con Trifone, p. 115
3Ed. crit. M. MARCOVICH, Iustini Martyris Dialogus, p. 265. Trad. di G. VISONÀ, Dialogo con Trifone, p. 328
4GIUSTINO, Dial. 113,6-7. Ed. crit. M. MARCOVICH, Iustini Martyris Dialogus, p. 265. Trad. di G. VISONÀ, Dialogo con Trifone, p. 328.

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